Lo spessore di Dahlhaus
Set22

Lo spessore di Dahlhaus

Lo spessore di Dahlhaus Molto esiste in ambito biografico o musicologico su Beethoven, e la ricorrenza dei 250 anni dalla nascita ha portato in libreria nuovi saggi. Ben ha fatto, pensando forse anche alla ricorrenza, la EDT di Torino a ristampare Beethoven e il suo tempo di Carl Dahlhaus, uno dei più autorevoli musicologi del Novecento, nella traduzione di Laura Dallapiccola pubblicata in prima edizione nel 1990. Si tratta di una...

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L’aulos e la trance
Set22

L’aulos e la trance

L’aulos e la trance Quando Sofocle vuole immortalare Aiace che, colto da follia omicida ma accecato da Atena, scambia una mandria di bestiame per gli Atridi, utilizza nella tragedia omonima il curioso termine synauloisé: Aiace è un uomo synauloisé dalla follia divina. Le traduzioni recitano che Aiace è «incantato» o «posseduto» dalla follia divina, ma se non avessimo timore di uno strano neologismo dovremmo invece dire che Aiace è...

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La seduzione dei timbri bassi
Set13

La seduzione dei timbri bassi

La seduzione dei timbri bassi Stravinskij pensava che Vivaldi avesse scritto centinaia di volte il medesimo concerto, e forse basava l’acerbo giudizio sui circa 200 concerti per violino prodotti dal cosiddetto Prete Rosso. Il quale fu tuttavia una macina di musica per tanti altri strumenti, con magnifiche sorprese timbriche. Accade con gli archi bassi, che oltre al violino egli insegnava al Conservatorio della Pietà di Venezia e sui...

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Infanzia dodecafonica
Set13

Infanzia dodecafonica

Infanzia dodecafonica Una scena stupenda. Me la immagino, la rivedo di continuo nella fantasia: la bambina di undici o dodici anni che, anni fa, nel secondo o terzo corso di pianoforte al Conservatorio, affrontò alcuni dei Piccoli Pezzi per pianoforte di Schönberg, e li eseguì in maniera commovente: una piccina che si siede alla tastiera e, con toccante serietà, mescola semplici brani di Diabelli alla dodecafonia… sublime. Lo...

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Visita al “Buranello”
Set11

Visita al “Buranello”

Visita al “Buranello” Beniamino Dal Fabbro era andato un giorno a Burano a cercare la casa di Baldassarre Galuppi detto il “buranello”, colui che era addirittura stato chiamato a San Pietroburgo, da Caterina II, come compositore di corte. Nessuno aveva saputo indicarla, perché tutte le case di Burano sono casa di Galuppi: da tutte può provenire la surreale magia del pizzicato di un cembalo. Memore di questo tenero ricordo letto nel...

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