La seduzione dei timbri bassi

La seduzione dei timbri bassi

Stravinskij pensava che Vivaldi avesse scritto centinaia di volte il medesimo concerto, e forse basava l’acerbo giudizio sui circa 200 concerti per violino prodotti dal cosiddetto Prete Rosso. Il quale fu tuttavia una macina di musica per tanti altri strumenti, con magnifiche sorprese timbriche. Accade con gli archi bassi, che oltre al violino egli insegnava al Conservatorio della Pietà di Venezia e sui quali esercitò non poco l’inventiva: ripescò l’obliata viola da gamba, fondò il repertorio concertistico del violoncello, assegnò compiti originali al contrabbasso. E ora Bettina Hoffmann – studiosa e insegnante (a Fiesole) di viola da gamba, nota strumentista barocca attiva con l’ensemble Modo Antiquo – ha voluto cimentarsi proprio con i bassi vivaldiani redigendo I bassi d’arco di Antonio Vivaldi, magnifico volume uscito da Olschki.

Viola da gamba

In un ampio capitolo sulla terminologia di questi strumenti scopriamo che se per noi è scontato dire ‘violoncello’, il termine è la decantazione di una lunga epoca in cui gli strumenti avevano forme e nomi assai vari: violone, violone da braccio, basso di viola, viola da braccio, violoncino, bassetto di viola… Ed ecco a seguire una magnifica escursione nella geografia degli archi bassi a cavallo tra Sei e Settecento, con visite – tra Venezia, Napoli e la Mitteleuropa – a esecutori ed esecutrici, alle botteghe di arte liutaria, ai repertori e alle tecniche di accordatura. Una copiosa seconda sezione prova come il Prete Rosso sia stato un gigante nel campo degli archi bassi: vi vengono analizzate le composizioni dedicate a violoncello, viola all’inglese e con accompagnamento di violone solo.

Poter sfogliare libri così, vedere che una studiosa è riuscita a portare a termine una vera impresa storiografica, musicologica e tassonomica, desta un ineffabile piacere. Ciò non significa che il volume sia per pochi, al contrario: farà la gioia di chi è appassionato di storia degli strumenti musicali, e di quei bibliofili che amano la grande editoria, niente affatto defunta.

 

29 luglio 2021