Un classico che non demorde

Un classico che non demorde

@Francesca Nepori, 11 aprile 2026

Il secondo sesso, che il Saggiatore ha di recente riproposto nella traduzione di Roberto Cantini e Mario Andreose, non è solo un capolavoro del pensiero novecentesco: è un testo che in Italia ha avuto una storia tormentata e al contempo rivelatrice. Uscito in Francia nel 1949, approdò nel nostro Paese solo nel 1961 con una traduzione mutila, pubblicata sempre dal Saggiatore: molti passaggi – soprattutto quelli legati alla sessualità femminile e a temi considerati ‘scabrosi’ – furono omessi per ragioni editoriali e culturali, riflesso di un clima ancora intimamente conservatore. Per decenni quella versione parziale è rimasta l’unica accessibile al pubblico italiano, contribuendo a una incompleta ricezione dell’opera.

Solo nel 2011, sempre per il Saggiatore, uscì la prima traduzione integrale, curata da Cantini e Andreose, che restituì finalmente il respiro originario del testo. La nuova edizione del 2025 ha ripreso e perfezionato quel lavoro, rinnovando un impegno critico e filologico che ha giocato un ruolo fondamentale nel riscrivere la storia italiana della ricezione di Simone de Beauvoir.

L’autrice attraversa secoli di pensiero, miti, scienze e pregiudizi per smontare l’architettura dell’oppressione femminile, e lo fa con una lucidità che non concede spazio a scorciatoie: ogni pagina è un invito a scrutare in maniera diretta la costruzione sociale del genere, a prendere coscienza del modo in cui la donna è stata definita come «altro» rispetto a un soggetto maschile elevato, arbitrariamente, a misura di tutto.

Questa nuova edizione, con traduzione revisionata da Annalisa Romani e Anna Ceschi, valorizza la densità filosofica dell’opera senza appesantirne la lettura. La prosa di Simone de Beauvoir – risoluta e analitica – si accosta sorprendentemente al presente: quando esplora infanzia, amore, maternità, lavoro o vecchiaia, non tratteggia solo condizioni individuali, ma meccanismi collettivi ancora riconoscibili. La celebre tesi «Non si nasce donna, lo si diventa» non è uno slogan, ma il cuore di un percorso che intreccia biologia, storia, psicoanalisi e antropologia per mostrare come la libertà femminile sia stata limitata da strutture materiali e simboliche persistenti.
La forza del libro sta nell’equilibrio tra rigore e passione. L’autrice non indulge a retoriche consolatorie: chiede responsabilità, invita all’emancipazione, rifiuta ogni destino prestabilito. Il risultato è un’opera che continua a inquietare, perché non offre un semplice repertorio di ingiustizie, ma una critica profonda dei meccanismi che le producono — molti dei quali sopravvivono, seppur trasformati.

Rileggere oggi Il secondo sesso significa misurarsi con un classico che non smette di porre quesiti: un libro che illumina, provoca e spinge ad agire. Ed è forse questo il motivo della sua longevità: non ci consegna risposte definitive, ma la necessità – sempre attuale – di ripensare la libertà, il corpo, la storia. Un capolavoro che resta imprescindibile per capire non solo il femminismo, ma la nostra stessa idea di umanità.

Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Milano, il Saggiatore, 2025