Empatia selettiva. Perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza
@ Anna Di Mauro, 10 settembre 2026

Nel vergognoso silenzio dell’Occidente finalmente si apre una crepa con questo coraggioso e necessario saggio del ricercatore Roberto De Vogli, che rifiuta di tacere, per dovere morale, davanti a un genocidio perpetrato con determinazione dallo stato israeliano nei confronti dei palestinesi, definito dall’autore come il più grande fallimento morale del nostro tempo. Con lucida passione l’autore di Empatia selettiva denuncia gli orrori di Gaza, scavando nelle pieghe nascoste della società occidentale apparentemente democratica e aperta, per svelare la cancrena che oggi invade il suo corpo degradato, culminante nel rifiuto di chiamare col loro nome gli accadimenti. La parola “Genocidio” usata dall’autore per definire l’eccidio dei Palestinesi a Gaza, rifiutata dagli editori a cui si era rivolto, gli aveva sbarrato la possibilità di pubblicare il suo libro, a cui ha dato vita meritoriamente la Compagnia editoriale Aliberti.
In otto serrati ed esaurienti capitoli, frutto di una rigorosa e appassionata ricerca, De Vogli ci svela i retroscena strazianti della tragedia di Gaza, che si sta consumando davanti agli occhi indifferenti di un Occidente che dovrebbe essere l’alfiere dei diritti umani, divenuto complice di questa insostenibile carneficina perpetrata dallo Stato di Israele. Attenzione: Ogni cittadino è complice di ciò che sta accadendo.
Cercando attentamente le ragioni di questa indifferenza nella complessità della psiche umana, l’analisi dell’autore comincia dal 7 Ottobre 2023. L’attacco violento e devastante di Hamas ha scatenato la risposta esponenziale di un’operazione militare israeliana: Una catastrofe umanitaria senza precedenti nella storia contemporanea. Focus sulle vittime civili e i bambini, minimizzati dai governi. L’Occidente non reagisce. Conosce la situazione, ma non è emotivamente coinvolto. È indifferente alla sofferenza altrui L’appartenenza lo rende sensibile alle vittime ucraine, ma non a quelle palestinesi, altra parrocchia. Ipocrita ed etnocentrista, dominatore e colonizzatore infaticabile nell’Ottocento Imperialista, l’Occidente ha assunto un atteggiamento inaccettabile, coadiuvato dal ruolo fondamentale della propaganda dei media nel favorire la compassione selettiva, e degli intellettuali, (Il gregge delle menti libere) che vigliaccamente non hanno preso posizione, scegliendo l’inazione e il silenzio. Chi osa invece ribellarsi, dagli studiosi che hanno fornito le prove del Genocidio, a quelli che protestano pubblicamente e si dimostrano solidali con il popolo palestinese, pagando a volte fino alla morte, ai medici volontari e a coloro che si sono rifiutati di entrare nell’esercito israeliano va la stima dell’autore che ne esalta le azioni etiche.

L’atteggiamento selettivo e distruttivo esaminato e denunciato in questo prezioso libro è l’inizio della fine per la società occidentale che sancisce disparità di trattamento e disumanizzazione, determinandone il suo fallimento morale. La spaccatura tra Oriente e Occidente ci pone davanti al rischio del conflitto nucleare e dei cambiamenti climatici. Accanto allo strazio e all’angoscia per un presente inaccettabile e un futuro buio e minaccioso nasce la speranza: In questo momento è assolutamente necessaria una coscienza del mondo che possa sfociare in una solidarietà planetaria capace di estendersi all’umanità intera. Nell’ultimo capitolo (Sull’orlo del precipizio) l’autore si interroga sulla natura umana e sulla sua capacità di superare gli istinti tribali, sviluppando un’empatia capace di superare i confini territoriali, etnici, sociali. Tutto questo è possibile o è utopia? L’autore sostiene che ciò è possibile e che è l’unica speranza di salvare gli uomini dal precipizio in cui stiamo sprofondando.
I bambini di Gaza, quei bambini vittime innocenti dell’odio irrazionale, pregavano dentro una moschea distrutta per il perdono di Israele. A loro e a tutti quelli che lottano per la pace e la salvezza dell’umanità è dedicato questo libro.
*
Empatia selettiva ha suscitato commenti favorevoli da parte di eminenti studiosi e accademici e ha dato vita a una lettera aperta con 15.000 firme e all’appello pubblico “Stop the silence: Academic Associations Must Recognize the Genocide in Gaza.
A seguito di ciò dieci milioni di iscritti ad associazioni accademiche e professionali hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio di Gaza.
Roberto De Vogli, Empatia selettiva, Compagnia Editoriale Aliberti

