Dalle ceneri il dialogo
@Francesca Nepori, 13 febbraio 2026

Tra memoria storica e riflessione metanarrativa: questo è il crinale su cui si muove Bebelplatz, romanzo-saggio di Fabio Stassi, che ha voluto per titolo – e anche per centro simbolico – la piazza berlinese teatro di un drammatico rogo di libri nel 1933. L’evento non è soltanto uno sfondo evocativo, ma il paradigma di una violenza che non distrugge soltanto oggetti, bensì identità, coscienze e facoltà di pensiero. Tuttavia, Stassi non indulge nel tono solenne o celebrativo: preferisce una narrazione sommessa, direi quasi appartata, affidando alla letteratura il compito di ricostruire ciò che la storia ha tentato di cancellare.
Il protagonista, un biblioterapeuta, è una figura narrativa particolarmente significativa. Attraverso la pratica della “cura con i libri”, incarna l’idea che la letteratura possa avere una funzione concreta – quasi taumaturgica – nella vita delle persone. La scelta offre al romanzo una configurazione episodica, fatta di incontri e racconti incastonati l’uno nell’altro. Questa struttura impreziosisce il testo di suggestioni e rimandi, e non solo: frammenta la tensione narrativa, facendo emergere la riflessione rispetto all’azione.
Lo stile dell’autore è elegante, controllato, densamente intertestuale. La ricchezza dei riferimenti letterari costituisce uno dei punti di forza dell’opera, ma può rappresentare anche un elemento selettivo: il romanzo dialoga soprattutto con un lettore avvezzo a riconoscere e apprezzare questi rimandi. In tal senso, Bebelplatz è un libro che parla d’amore per i libri, ma lo fa in modo consapevolmente colto, senza cercare una più ampia immediatezza emotiva.

Il tema della perdita attraversa la narrazione: perdita di persone, radici, memoria. Eppure, ciò che distingue l’opera è la fiducia – mai ingenua, ma neppure disillusa – nel potere delle parole. La letteratura non salva in senso assoluto, offre però uno spazio di resistenza, un luogo in cui il passato può essere rielaborato anziché rimosso. In questo ribaltamento simbolico, la piazza del rogo diventa emblema di una rinascita possibile: se i libri furono bruciati, nel romanzo tornano a circolare come strumenti di consapevolezza.
Bebelplatz è un’opera raffinata e coerente, che riflette sul ruolo della letteratura nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. Non è un romanzo d’azione né un testo di immediata presa emotiva; è piuttosto un libro che richiede attenzione e disponibilità al dialogo con la tradizione letteraria. Proprio in questa scelta risiede la sua forza più bella.
Fabio Stassi, Bebelplatz, Palermo, Sellerio, 2023.

