“L’Acqua fresca” lava ferite e cambia la vita al di là delle etnie. Il nuovo film di Marianna Sciveres, con Lucia Sardo

“L’Acqua fresca” lava ferite e cambia la vita al di là delle etnie. Il nuovo film di Marianna Sciveres, con Lucia Sardo

@ Anna Di Mauro, 28 agosto 2025

Acqua fresca…Acqua azzurra, acqua chiara…Chiare fresche e dolci acque… La parola “acqua” evoca inevitabilmente versi, immagini, sensazioni di purezza e ristoro. La scenografa e regista Marianna Sciveres in questo suo ultimo lungometraggio ci immerge nei lavacri e nelle atmosfere mediterranee di una intensa Catania che sta lentamente scomparendo sotto i colpi del turismo di massa. Al centro del racconto Lucia Sardo, nei panni di Lucia, una sciatta e umile fruttivendola, calda, accogliente, generosa e prosperosa, una Venere arcaica sfiorita dispensatrice di amore e arance, evoca la fruttarola di Anna Magnani, di “Campo de’ fiori” del ’43. Qui siamo alla Pescheria di Catania, la città nera che con il suo barocco e la sua colorita e caotica umanità travolge George, un ricco, avvenente, egocentrico e ipocondriaco discografico americano in vacanza, che era diretto a Taormina, ma viene catapultato a Catania da un taxi preso per errore. Sconcertato dall’ambiente degradato, dal frastuono, dal caldo, per una serie di equivoci, suo malgrado, George si ritrova imprigionato nella miseria ruspante di un quartiere popolare della città, dove in un vortice disperato di insufficienza tecnologica e incomunicabilità (nessuno parla inglese e lui non parla italiano) è vittima di reiterati furti, dallo zaino alla valigia. Privato dei suoi averi e soprattutto delle sue inseparabili medicine che erano nello zaino, incompreso e disperato, credendo che la fruttivendola del mercato in cui si era fermato a comprare un’arancia sia l’autrice del furto, la pedina, la segue, si alloca nella sua povera casa, deciso a farsi restituire il suo “pack”. Ne nasce una singolare relazione, al di là delle parole, tra la donna e la sua presunta vittima, che cambierà il loro destino.


È l’atmosfera apparentemente leggera della classica commedia italiana in stile arthouse che si respira in questo delicato film sull’appartenenza, ma anche sul linguaggio universale dell’amore. Cucito addosso alla Sardo, attrice di straripante umanità, sensibile interprete di grandi figure femminili come l’indimenticabile madre di Peppino Impastato di “Cento passi”, l’opera ruota intorno all’incontro casuale di George e Lucia, due mondi lontani e conflittuali. Riusciranno i nostri eroi a trovare un punto di incontro? Lui egocentrico, lei generosa dispensatrice di piccoli, grandi gesti di compassione, al centro di un caleidoscopio di suoni, colori, umori: una micro India siciliana, a ridosso di location internazionali, come la vagheggiata Taormina. Percepiamo nelle scelte registiche un affettuoso e sentito omaggio alla bellezza pittoresca di una città del Sud e di una donna che ne incarna le caratteristiche. Senza mai scadere nell’ovvio, nel già detto, la Sciveres ci offre un panorama di raffinati dettagli ambientali, rivelatori della sua natura di sensibile scenografa, su cui innesta una carrellata di personaggi dai tratti decisi, colti nella loro fragile umanità, dai due convincenti protagonisti esaltati dall’asciuttezza di Jonathan Cake e dalla prorompente passionalità di Lucia Sardo, al valido cast che li attornia disegnando un ricco parterre umano. Divertente e poetico fino a sfiorare il lirico, punteggiato di ironie e brevi cenni a illustri antecedenti come “La dolce vita”, il film infiora di immagini e suoni la faticosa esistenza di una creatura semplice, dissetante, come l’acqua fresca, tradotta in una narrazione dal sapore fresco e rigenerante che scopre nuove possibilità in un velato invito ad aprirsi all’Altro, con semplicità e fluidità, come l’acqua che scorre e che in qualche modo sa sempre trovare il suo cammino e una via d’uscita. “L’Acqua fresca”riesce a mantenere un apprezzabile tono leggero, pur senza sorvolare sul vissuto denso di dolenti note di questo inferno metropolitano che si rivela senza falsi pudori e infiocchettamenti, con discrezione e tenerezza.
Presentato in Sicilia, il film sta per approdare al CityLife Anteo di Milano l’1 Settembre, dove gli auguriamo l’interesse che merita.

L’ACQUA FRESCA
Regia di Marianna Sciveres
Anno:2025
Genere: Commedia
Paese Italia
Cast: Jonathan Cake, Lucia Sardo, Antonella Ponziani, Tania Bombaci.
Durata: 95 minuti
Produzione: Helios Film, Lime film, Partner Media Investment
Sceneggiatura: Marianna Sciveres
Fotografia: Francesco Piras
Montaggio: Gianluca Cristofari
Distribuzione: Adler Entertainment
Data di uscita:25 Marzo 2025

Foto di Antonio Parrinello