Gli altri siamo noi! ‘Ore piccole’ di Alessandro Riccio al Teatro Puccini di Firenze

Gli altri siamo noi! ‘Ore piccole’ di Alessandro Riccio al Teatro Puccini di Firenze

@ Raffaella De Biasi (02-01-2020)

Firenze – In “Ore piccole” l’identità artistica di Alessandro Riccio si definisce in maniera inequivocabile, non perché la tematica dello spettacolo sia unica ma perché rappresenta superbamente la sua molteplicità artistica.

La miriade di colori, la ricchissima scenografia, articolata, sconclusionata eppur così simmetrica, l’onirismo, la biografia di molti, le luci, le abilità personali di tutti gli attori, la compattezza del cast permeano inaspettatamente il palcoscenico e il teatro intero insieme ai nostri contenitori affettivi.

Canti e balli folli e senza fine rappresentano i pensieri che attanagliano la mente umana.

Non possiamo parlare di influenza felliniana in senso stretto, ma è tangibile la paternità del regista riminese della malinconia disperata volta allo smascheramento di un avanspettacolo fallace e illusorio. Soprattutto si rivela un apologo sulla solitudine e sulla necessità di visitare posti nuovi e percorrere il cammino insieme, vicini agli altri, così proprio come l’arte circense prepara lo spettacolo lavorando e viaggiando in un unico carrozzone.

Le allegorie circensi messe in scena ci offrono personaggi decisamente singolari, ricchi di simbologie e ricordi, sono loro: gli altri. Gli altri e non noi? Ed ecco che risulta difficile non riportare una famosa riflessione che Terry Pratchett affida al Capitano Vimes, nel suo libro più politico: ”Era tanto più facile dare la colpa a Loro. Era tristemente deprimente pensare che Loro fossero Noi. Se sono Loro allora nulla è colpa di nessuno. Se siamo Noi, che ne è di Me? Dopo tutto, Io sono uno di Noi. Devo esserlo. Non ho mai pensato a me stesso come uno di Loro. Noi siamo sempre stati uno di Noi. Sono Loro che fanno le cose cattive.”

E da qui prende avvio la storia che si svolge inizialmente in un commissariato di polizia, dove un giovane apprendista rapper ubriaco, Vladimiro, è indagato per crimini ben più pesanti di una sbronza. I suoi ricordi forzati, nitidi e fantastici, ci conducono nel night club più visionario mai visto. Giuliana – un’immensa Gaia Nanni – protagonista assoluta del locale, lavora al bar. È legata dietro al bancone con delle corde, che la frustrazione originata da un lavoro sicuramente mai ambito materializza. La barista accoglie Vladimiro, lo ascolta, lo consiglia e quasi lo coccola come fosse un bambino, sbarazzandosi di tutti gli altri personaggi irrequieti, bizzarri e assurdi, che si aggirano nel locale. Il ragazzo è confuso, frastornato; a tratti riesce a ripescare un po’ di lucidità sollecitato dalla domanda che i vari coprotagonisti gli pongono: Ma tu che vuoi fare? Già cosa vuol fare Vladimiro? Cantare e comporre? O trovare un’occupazione insana e criminale ma redditizia?

L’interrogatorio va avanti. L’attendente malato di asma, un Alessandro Riccio in versione siciliana che non smetterà mai di stupirci, alterna un fare buonista ad atteggiamenti scorretti e sprezzanti, lasciandoci l’amara constatazione di una giustizia inesistente.

La rappresentazione tocca tutti e tutto, è ricca, piena, straboccante, mette alla prova tutti gli attori e tutti noi, perché dentro alle ore piccole potrebbe facilmente perdersi chiunque.

 

Tedavi ’98 presenta

Alessandro Riccio
Ore piccole

scritto e diretto da Alessandro Riccio
e con Gaia Nanni, Ciro Masella, Viola Panik, Mr. Punch, Vieri Raddi