La macchina del suono. ‘Le opere complete di William Shakespeare (in versione abbreviata)’ al Teatro di Rifredi

La macchina del suono. ‘Le opere complete di William Shakespeare (in versione abbreviata)’ al Teatro di Rifredi

FIRENZE – La Macchina del Suono in arte “La Bignami Shakespeare Company” interpreta la famosa e incredibile rivisitazione di tutte le opere di William Shakespeare, raccontate in chiave moderna a chi lo ha sempre amato, a chi ha dovuto studiarlo e a chi non è mai riuscito a farselo scendere oltre l’orecchio.

Così questi nuclei narrativi rendono vivo e vivace ogni racconto ipotizzando un nuovo e attuale rinascimento culturale, esortando tutti a fotografare, condividere sui social e commentare “la qualunque” battuta con hashtag, emoji e ogni diavoleria immaginabile.

Ribattezzati tutti gli attori con nomi inglesi, così tutto diventa più credibile, la commedia parte con la storia della vita del Bardo dell’Avon. Il tutto si ottiene con il complice aiuto di tanti copia incolla, parte correttamente nel 1564 per passare a qualche episodio della prima guerra mondiale e concludere con il suicidio di Shakespeare… o forse di Hitler e la resa della Germania, mettendo in evidenza – in tal maniera – il prologo ingegnoso che rivela quanto sia importante l’arte di setacciare le notizie su Internet e trascriverle bene oppure no.

L’opera procede con un Romeo e Giulietta e un Tito Andronico, ambedue cantate rapidamente in rima, un creativo Rap per l’Otello, il Moro di Venezia, con un ironico coro finale “Devi morire, devi morire…” Insomma Shakespeare ha proprio rubato idee a ogni avvenimento delle vite altrui.

Si apre in un baleno l’opera unica, che raggruppa il Mercante di Venezia, Sogno di una Notte di Mezza Estate e Misura per Misura. Il Macbeth no, quello porta iella, non si racconta e non si nomina.

Un Enrico IV e un Re Lear trasformati in una forsennata telecronaca calcistica, dove abilmente vengono messi in campo falli, conflitti, arbitri e calciatori e si regala un cavallo per il proprio regno… e per il desiderato GOAL!

Amleto che non ha ispirazione.

Ofelia che non si trova e viene presa a caso nel pubblico.

Il suo personaggio viene scisso in tre parti di freudiana memoria: Ego, Io e SuperIo, dividendo il pubblico tra chi dice una cosa e chi un’altra, tutti uniti in una folle, bizzarra e simpaticissima “Ola”.

E ancora un Amleto tradotto con un Muppet Show.

Un Amleto in un minuto.

Un Amleto in un secondo.

Un Amleto all’incontrario.

La rapidità delle combinazioni rende la commedia un inno alla cultura, all’espressione creativa e all’energia. Le scene sono unite in modo armonico e coordinato. Musica, poesia, recitazione, prove ginniche e umorismo creano situazioni ritmiche e un ininterrotto coinvolgimento. Lo stupore quasi infantile e la fine ironia di tutti e tre gli attori travolgono totalmente il pubblico.

LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE

di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield
(traduzione di Andrea Buzzi)
uno spettacolo interpretato e diretto da
Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo Degl’Innocenti