Una lattina di birra rubata in un supermercato…ed è subito sera

Una lattina di birra rubata in un supermercato…ed è subito sera

Per non dimenticare. Diciamo con Levi.

Da un testo di Laurent Mauvigner, rappresentata per la prima volta nel 2012 al Theatre de la Comèdie-Française “ Storia di un oblio” è la storia di un brutale fatto di cronaca, trasfigurato dalla poetica e struggente narrazione della voce narrante, del fratello del morto e infine del morto stesso. Parole forti e importanti risuonano nello spazio liturgico per svegliare ottuse coscienze, tradite dalla bestiale violenza pronta a scatenarsi sui deboli e sui trasgressivi. Nel buio artatamente illuminato della settecentesca sacrestia della suggestiva chiesa di S. Nicolò L’Arena al centro, con il pubblico disposto a quadrato intorno, un catafalco e un uomo. Per terra incellofanati e illuminati vestiti, scarpe, oggetti di uso comune, formula carcere/obitorio.

Una veglia funebre. Un rito consumato insieme, in uno spazio ravvicinato: vicini e coinvolti attore e spettatori rivivono insieme la turpe vicenda.

Con l’accurata ed efficace regia di Roberto Andò e l’impeccabile e sempre coinvolgente azione drammaturgica consumata nel lungo e avvolgente monologo del carnale e potente Vincenzo Pirrotta si percorre il filo teso di una narrazione teatrale di sofferenza e solitudine. Due nomi di punta della scena contemporanea. Pirrotta da narratore divenuto vittima, affonda gli artigli della sua forza interpretativa nella trama scarna e allucinante della violenza cieca. Si consuma così il tragico epilogo di una vicenda allucinante e oscura, illuminata dalla grazia della memoria.

Percorriamo insieme l’orrore di una morte annunciata tra le lancinanti immagini risvegliate con minuziosa precisione dal “nunzio” di una tragedia più che mai attuale, dove il personale di sicurezza di un supermercato si trasforma nel carnefice del ladro di…una lattina di birra. Il valore della vita al punto zero. Arcano paradosso. Chi ci dovrebbe proteggere si trasforma in un assassino. La furia omicida poggia su questa raccapricciante polluzione di turpi istinti nascosti, spietatamente consumati in un retrobottega. E’ questo che ci indigna e ci sposta dal piano della pietà al grido di un rifiuto inappellabile.

Nella scena conclusiva la foto estratta dal sacco che contiene il cadavere della vittima ci mostra la fotografia di Stefano Cucchi, altra vittima della cieca violenza delle forze dell’ordine. Sulla sua faccia enfiata di percosse si chiude il dramma. Un attimo di sbigottito silenzio prima di esplodere in un lungo e partecipe applauso.

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STUDIO SU “STORIA DI UN OBLIO”

di Laurent Mauvignier

Traduzione di Yasmina Melauoah

Regia Roberto Andò

Con Vincenzo Pirrotta

Costumi Riccardo Cappello

Luci Salvo Costa

Regista assistente Luca Bargagna

Produzione Teatro Stabile di Catania per la Rassegna Altrove

Chiesa di S. Nicolò L’Arena fino al 1 luglio