Una lezione di canto e di vita: ‘La rondine’ di Clua in scena ai Benedettini di Catania – Prima Nazionale

Una lezione di canto e di vita: ‘La rondine’ di Clua in scena ai Benedettini di Catania – Prima Nazionale

Nella suggestiva cornice del Coro di Notte  del monastero dei Benedettini, per Altrove, in apertura della  Rassegna  di visioni di teatro contemporaneo, a cura del  Teatro stabile catanese, una pregevole messa in scena de “La rondine”, di Guillem Clua, cattura  e commuove i 60 spettatori di questo prezioso dialogo tra una madre  e il fidanzato del figlio morto in un attentato omofobo. Questo è il lacerante nucleo intorno a cui si snodano le storie parallele dei due protagonisti.

Una canzone, La rondine, che dà il titolo alla pièce, cantata dal giovane a lezione di canto, è il pretesto di Matteo per  entrare nella casa, nella vita e nel cuore di Marta, una rigida maestra di canto che ha perso il figlio Dani in un attentato omofobo in un bar frequentato da gay.  La donna,  che non ha mai voluto accettare l’omosessualità del figlio, ignora che il ragazzo è il compagno di Dani, accanto a lui nel momento dell’eccidio. Entrambi, chiusi nel loro dolore, sono indifferenti al dolore dell’altro. Lentamente, ma inesorabilmente, la verità velata, come i mobili della casa, si svelerà nel fitto colloquio, tendendo un sottile, inquietante filo di amore e dolore che ci avvolge tutti, attori e spettatori, mettendo a nudo le nostre difficoltà nelle relazioni, aprendo un varco nella nostra indifferenza, per fare spazio al dolore dell’altro.           “E’ questo che ci rende umani… la capacità di sentire il dolore dell’altro” dirà la donna. Verità semplice e profonda a cui aggiungerei …e sentire e condividere la gioia dell’altro.  La canzone ripresa nel finale da Marta e Matteo, uniti nell’amore, nel dolore, nel canto, si insinua nell’animo partecipe degli spettatori di tanto dramma, regalandoci  lacrime e speranze.

L’opera si avvale  di un testo intenso e articolato, ispirato all’attacco terrorista omofobo al Bar Pulse di Orlando, negli Stati Uniti nel 2016,  dispiegato in un crescendo di toni, con  uno stile asciutto e coeso che apre lo scenario privato di un dramma collettivo, capace di  toccare corde inaccessibili, fuor di retorica, attraversando  con delicatezza la storia,  con le sue  laceranti ferite e i suoi inediti percorsi.

La regia accurata e sapiente di Francesco Randazzo, attenta a non scivolare in facili pietismi e vittimismi, con pochi tocchi scenografici e  mirate video proiezioni, restituisce interamente la poesia di un dramma condiviso.

I due  interpreti dominano la scena fronteggiandosi, tra  forti emozioni e colpi di scena incastonati in una tensione drammaturgica costante.

Lucia Sardo, l’indimenticata madre di Peppino Impastato nel film “I cento passi”, è Marta, una bella figura di madre-coraggio in evoluzione, fragile e grandiosa nel suo sincero e dolente  mea culpa, stretta tra il rifiuto della verità e il grande amore per il figlio, resi con preziose sfaccettature, in uno stile inconfondibile che naviga tra la calda  natura  mediterranea  e picchi di stilemi classici, arcaismi e avanguardie, coinvolgendoci inesorabilmente nel suo dramma che diventa il nostro.

Luigi Tabita, giovane talentuosa promessa, rivelazione della pièce, riesce a contraltare con la sua grande, meritoriamente  pluriaffermata antagonista, dando spazio a un intenso Matteo inizialmente ambiguo, per poi aprirsi generoso, sincero, vibrante, attraversando la scena con sicurezza e garbo insieme.

Il risultato di questa contrapposizione  tra la giovinezza urgente e la gravità dolente della maturità, è una sinergia potente e toccante che varca i confini dell’omofobia per avviare una riflessione  sulle relazioni umane che risuona nell’anima e non ci permette di rimanere inerti di fronte al “dolore del mondo offeso” con Vittorini.

Un’apertura di eccellenza per un’iniziativa che vede l’intera città coinvolta nel magico gioco del teatro. Da non perdere.

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LA RONDINE

(LA CANZONE DI MARTA)

di Guillem Clua

traduzione Martina Vannucci

adattamento Pino Tierno

Regia, ideazione scenica e video Francesco Randazzo

Costumi Riccardo Cappello

Musiche originali Massimiliano Pace

Luci Salvo Orlando

Con  Lucia Sardo e Luigi Tabita

Assistente volontario alla regia     Sebastiano Sardo

Produzione Teatro Stabile di Catania in collaborazione con il FAI

Al  Monastero dei Benedettini di Catania fino al 6 Maggio