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Anna DI MAURO- Solitudini al femminile danzante (“Due donne che ballano” di scena al Teatro Stabile di Catania)


Lo spettatore accorto

 

 

SOLITUDINI AL FEMMINILE DANZANTE

“Due donne che  ballano” con Maria Paiato e Arianna Scimmegna -Teatro stabile di Catania
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Solitamente due donne che ballano ci riportano ai balli di piazza, sull’aia, nelle balere di periferia, nei luoghi dell’allegria. Infrazione giocosa di regole sociali dove il maschio non assolve al ruolo di cavaliere, per assenza o sovrabbondanza di dame.

In  questo denso dramma  il ballo diventa per contrasto l’anticamera della morte.
Scritto dal pluripremiato  Benet i Jornet, uno dei massimi autori del teatro spagnolo contemporaneo “Due donne che ballano” narra una cruda, amara storia di sconfitte ed emarginazione.

Due donne si fronteggiano tra quattro squallide pareti. L’anziana e la giovane. Padrona e serva.
Anche qui il maschio è assente, tragicamente, malinconicamente assente. Deserto di sentimenti.

Una sul viale del tramonto, vedova, indigente, figli assenti, spoglia di ogni cosa, trascina la sua vita  animata da due sogni: una collezione di giornalini d’epoca ( da bambina gli furono negati) e un viaggio a Parigi.

Ruvida, brutalmente sincera, cerca un dialogo difficile con l’altra, a servizio pur se laureata e insegnante, altrettanto ruvida, chiusa in un misterioso silenzio.  

In aspre contese affaccendate le due eroine del quotidiano si scontrano, si lasciano, si prendono, in un doloroso carosello condito da squarci di humor tesi  sul filo dell’ironia, che diventa gradualmente più affettivo, fino al dono, alla comprensione, alla pietà del dolore dell’altra.

Non c’è spazio per il maschile. Deludenti mariti fino all’assassinio, figli morti o assenti.

Tragedia metropolitana estrema, microcosmo nel macrocosmo, in una sapiente alchimia di toni contrastanti,  questa delicata, intensa pièce  di donne sole, oltraggiate dalla vita, ancora una volta solidali, fino alla morte, ci afferra alla gola  scardinando una pietà senza contorni netti, ineludibile.

Il tema delicato e scottante  vede due attrici, anch’esse come l’autore pluripremiate,di  grande talento, guidate con mano leggera e apparentemente semplice dalla regia puntuale di un testo esemplare, veicolare emozioni, riflessioni, coinvolgendo vieppiù verso un finale imprevisto.
Semplicemente grande teatro.

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Due donne che ballano
di Joseph Maria Beneti Jornet
traduzione Pino Tierno

Regia  Veronica Cruciani
Scene  Barbara Bessi
Luci    Gianni Starapoli
Musiche  Paolo Coletta

Con    Maria Paiato e Arianna Scommegna

Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano( Mi)