Fantasia e realtà nell’ultimo romanzo di Follett

Fantasia e realtà nell’ultimo romanzo di Follett

@ Rinaldo Caddeo, 1 dicembre 2025

Questa volta Ken Follett si addentra nella preistoria: non c’è la scrittura in questo mondo. Non ci sono carri, cavalli, monete, metalli vili (rame, bronzo, ferro) o preziosi (argento, oro). Vige il baratto. Ci sono il legno, le pelli di animali e soprattutto c’è la lavorazione della pietra. Siamo scesi nell’età della pietra, quindi, ma c’è già l’homo sapiens sapiens, in tutta la sua stupidità e intelligenza, sentimenti, aspirazioni e desideri.
Siamo nel 2500 prima dell’era comune, a Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra. Stonehenge non viene mai citata nel libro (che nel colophon viene definito opera di fantasia con elementi di veridicità), ma sono evidenti le allusioni, fin dall’immagine di copertina.
La società è divisa in tre comunità: i pastori, i coltivatori (agricoltori), gli abitanti del bosco. Ciascuna ha suoi usi e costumi. Nelle prime due il nucleo è la famiglia, nella terza vige l’amore libero. Ci sono sottogruppi professionali come i cavatori di pietra, i cestai, i cordai ecc. Ci sono le sacerdotesse che vivono in una loro comunità. Conoscono il movimento degli astri, praticano una specie di canto
polifonico e sanno andare oltre le dita della mano per contare ovvero conoscono una matematica di base che permette di calcolare i giorni dell’anno, di stabilire un calendario con riti religiosi, incontri stagionali che aggregano le varie comunità intorno alle feste dei solstizi e degli equinozi.
Follett conferma l’attitudine a saldare, in modo avvincente, avventure individuali e storie di collettività.
Ci troviamo nella Grande Pianura (c’è una mappa nel retro di copertina). Ci sono due eventi, uno negativo e l’altro positivo, che, spezzando l’equilibrio, innescano crisi e cambiamento: 1) la siccità che provoca penuria, carestia e conflittualità tra i gruppi e all’interno di essi, che sfocia in distruzioni e vendette. 2) Lo spostamento di dieci megaliti dalla Valle delle Grandi Pietre al Monumento, attraverso
valli, colline, pianure, per sostituire le strutture lignee deperite.
Impresa epica, attuata grazie all’alleanza tra Somma Sacerdotessa, Joia, e Seft, il capo dei carpentieri.

Ken Follett, Il cerchio dei giorni, Mondadori, Milano 2025