Tra passato e presente. “La coscienza di Zeno” alla Pergola di Firenze

Tra passato e presente. “La coscienza di Zeno” alla Pergola di Firenze

@ Raffaella De Biasi, 17 novembre 202

Un grande occhio vigile – incastonato in mezzo alla scenografia – riporta l’immaginario e il reale al celebre libro 1984 di George Orwell, nel quale si narra di un’oscura Entità Suprema, che nessuno ha mai incontrato, impegnata a controllare ogni piega e ogni istante della vita degli uomini. Diversamente, in scena lo sguardo, ora occhio ora pellicola, scruta la fragilità, il tormento e il plagio della personalità, dietro l’angolo di ogni singola azione della vita di Zeno Cosini e dei protagonisti della sua Vita e della sua Coscienza.
Un Haber la cui sua figura umana si sovrappone a quella di Zeno, personaggio che vediamo nelle diverse età della vita, in gioventù e in vecchiezza. La voce dell’interprete è vacillante e fievole, eppure sempre pronta a interventi risoluti – ma non risolutivi – rivolti al giovane Zeno, uno dei tanti “uomini inutili” del Novecento letterario, incapace di concretizzare qualsiasi proposito. Questa consapevole mancanza di determinazione, quasi un’inclinazione zen alla vita contemplativa, lo induce a una narrazione ironica e minuziosa degli accadimenti che si sono susseguiti nel corso dell’esistenza, prendendo la forma di un flusso di coscienza assai moderno – non a caso Svevo era amico di Joyce. Si connettono, amalgamandosi, i vari frammenti di quel piccolo mondo borghese che Zeno osserva con un distacco divertito, invertendo parzialmente l’ordine dei capitoli del romanzo originale: il dottor S. e la psicoanalisi, il fumo, la morte del padre, la storia del matrimonio, la moglie, l’amante e infine la sua attività commerciale intrapresa insieme al cognato Guido.

Sulla porzione di schermo, delimitata dal grande occhio, viene riprodotta l’immagine della penna di Zeno nel momento in cui, infruttuosamente, scrive una sigla: U.S. (ultima sigaretta) sulle pagine dei diari.  È la rappresentazione del tentativo di liberarsi dal fumo, vizio che il protagonista si trascina dall’adolescenza. Zeno l’ha fatta finita con la psicoanalisi e chiede al Dottor S. di darsi pace per la sua malattia, tanto lui non ne guarirà.
I colori più chiari, più scuri, inventati e complementari si intrecciano con il ricordo del respiro affannato del padre, anche lui colpevole non solo di avergli posto quesiti sulla morte e su ciò che potrebbe avvenire dopo il trapasso, ma anche di averlo schiaffeggiato poco prima di spegnersi nel mezzo della notte a causa di un edema celebrale. L’incomprensibile gesto paterno segnerà inevitabilmente Zeno, inducendolo ad arrovellarsi per tutta la vita nella ricerca di un’impossibile spiegazione.
La dialettica fra le due figure – lo Zeno maturo di Haber (anche narratore) e lo Zeno giovane di Alberto Onofrietti -focalizza il lavoro teatrale sul rapporto tra personaggi e spettatori, attuando un meccanismo narrativo evocativo. Il narratore – se non fosse Zeno invecchiato – non potrebbe operare una mimesi capace di scandagliare i sentimenti delle due parti in gioco e a volte in conflitto. Invece, grazie al suo doppio ruolo, riesce a entrare e uscire dalla storia con un’abilità che ricorda molto la narrativa naturalista e verista, che tendeva a ottenere l’annichilimento del narratore, facendo così credere che la realtà si fosse creata da sola davanti agli occhi dello spettatore.
L’occhio invadente del “Grande Fratello” abita in questa rappresentazione con una vita propria ed estrapola il vissuto dei protagonisti fatto di perdite o turbamenti non risolti.

LA COSCIENZA DI ZENO
di Italo Svevo
con Alessandro Haber
adattamento Monica Codena e Paolo Valerio
con Alberto Onofrietti, Francesco Migliaccio
e con Valentina Violo, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Emanuele Fortunati, Meredith Farulla, Caterina Benevoli, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Oragravity
video Alessandro Papa
movimenti scena Monica Codena
regia PAOLO VALERIO
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Goldenart Production

Al Teatro della Pergola al 14 al 19 novembre 2023