La gabbia delle dicerie. “Le voci della sera” di Natalia Ginzburg al Teatro di Antella

La gabbia delle dicerie. “Le voci della sera” di Natalia Ginzburg al Teatro dell’Antella

@ Mattia Aloi, 2 maggio 2023

Silvia Frasson

Silvia Frasson porta in scena il primo adattamento teatrale de Le voci della sera di Natalia Ginzburg, sua autrice di riferimento: E con accanto l’amore che incita e sostiene mi avvio verso la realizzazione di un sogno scrive riferendosi alla versione per il palcoscenico del romanzo scritto dalla Ginzburg nel 1961, un progetto che l’interprete ha lasciato maturare a poco a poco negli anni. La narrazione in prima persona della Ginzburg trova una perfetta incarnazione in Frasson e nella sua scelta di rappresentare il testo da “solista”, un a solo che riempie la scena con il monologo fluviale della protagonista, accompagnato da una mimica precisa e avvincente. Di sogno non si può parlare invece per quanto riguarda il contenuto dell’opera: la disillusione espressa costantemente dalla voce di Natalia Ginzburg – quel caratteristico rivelare il vuoto attraverso l’affioramento dimesso delle “cose”, come Beckett e come Perec – mostra le persone come fragili maschere di cartapesta alla ricerca disperata di una coerenza e di un senso che sempre sfugge a causa dell’unidimensionalità dell’esistenza, così potente da costringere tutti i personaggi ad appiattirsi sul visibile, sul dato puramente materiale, sulla convenienza dell’agire o meno, ad accontentarsi e a peccare di tiepidezza.

Quello che gli altri dicono, andando a definire i canoni della rispettabilità, ci sembra quindi la maschera necessaria, l’identità falsa da usare in società per ottenere consenso. Il paese nel quale è ambientato il romanzo è infestato di pettegolezzi – ed evoca a tratti il salotto/ring di Così è (se vi pare) – che rappresentano il nutrimento primario dei gretti provinciali privi di una propria storia da  raccontare, mentre la grande città in cui regna l’anonimato è perfetta per gli incontri clandestini di due amanti che rifiutano il peso del giudizio e delle aspettative di cui brulica l’ambiente della petite bourgeoisie da tinello. Però giudizio e aspettative sono in realtà bestie in agguato dentro di noi. L’idillio di un amore senza amore attrae Elsa e Tommasino, convinti di scampare al dolore e alla fatica del rapporto di coppia attraverso lo stratagemma della clandestinità, ma la distanza fra i sentimenti di lei e quelli di lui danno luogo al dramma esistenziale fulcro della vicenda.

Portare in scena le emozioni e condividerle con il pubblico è l’arma più efficace del teatro di Silvia Frasson, maestra nell’arte di suscitare empatia verso i personaggi cui dà vita; ed è così che arriviamo a provare una sorta di affettuosità nei confronti della minutezza umana e rammarico per una storia d’amore a cui, pur intuendone la conclusione infelice, finiamo per credere con la stessa ingenuità di chi ne è preda.

Uno spettacolo riuscito che porta finalmente sul palco una delle maggiori opere italiane della seconda metà del Novecento.

LE VOCI DELLA SERA

dall’omonimo romanzo di Natalia Ginzburg – per la prima volta in teatro
adattamento e regia di Silvia Frasson
con Silvia Frasson
musiche originali di Guido Sodo

Al Teatro Comunale di Antella

teatro@archetipoac.it