Ritorno alla terra: uomo e natura – Palcoscenico Danza Torino

Ritorno alla terra: uomo e natura

@Cristina Dalla Corte, 29-03-2022

Michele Merola debutta con Pastorale il 20 ottobre del 2020, a ridosso della seconda ondata pandemica. Decide di indagare il rapporto uomo-natura e il rapporto ancestrale tra questi, proprio quando gli umani assumono coscienza della Madre Terra, comprendendo che l’uomo è solo una piccola parte di questo ecosistema.
In occasione del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, sceglie La Pastorale, composizione romantica, complessa e imponente, molto conosciuta e difficile da eludere nella partitura musicale.
Scelta coraggiosa da scomporre, senza farsi imbrigliare da ritornelli noti e attacchi tonanti che richiamano altre opere di grandi autori che nel tempo hanno coreografato la famosa sinfonia, di cui l’immaginario del pubblico è già denso.
Riesce in quest’opera complessa di destrutturazione grazie all’aiuto della scenografia di Alice De Lorenzi, che domina lo spazio aereo con una meravigliosa rete color terra, trasparente e leggera, plasmabile e polimorfa da cui spuntano, come bozzoli, sacche sospese.
L’ispirazione della De Lorenzi è una voluta citazione dell’artista brasiliano Ernesto Neto, le cui sculture-istallazioni sono una riproposizione sensibile della Madre Terra.
La bellezza di questa scenografia è il respiro, è la mutevolezza, che crea un immaginario simbolico e permette al pubblico, grazie all’illuminazione di viaggiare continuamente definendo nuovi orizzonti.
Le sacche e i contrappesi, creando drappeggi, danzano con gli interpreti alla ricerca di nuove relazioni. Meritevoli di grande attenzione, nella loro piccola ma fondamentale partecipazione, i bozzoli o placente sospese a diverse altezze: embrioni di futuro, crisalidi in trasformazione, simboli di ciclicità.

L’inizio dello spettacolo porta in sé una grande citazione coreutica: una bellissima danzatrice nascosta dai veli della rete sospesa si muove a terra indossando sulla testa rami d’albero che richiamano le corna cervo. Ricorda nel movimento il famoso Nijinsky nell’Après-midi d’un faune, ma anche l’assolo di Carolyn Carlson con un analogo palco di cervo.
La bravura di Merola si manifesta nel contrapporre a questa scenografia che prende lo spazio, il corpo, carnale, fisico, che ricerca continuamente e ossessivamente il contatto.
Tutta l’opera è un rincorrersi di duetti, terzetti, di corpi allacciati, legati da continue prese, salti, sollevamenti, legazioni, in cui i bravissimi danzatori esprimono sempre un contatto delicato, accogliente, soave e divertito, nel non lasciarsi mai.
Il contatto viene esaltato in ogni sua forma, proprio come essenziale elemento umano ed empatico; ogni sforzo del corpo in continua relazione con l’altro diventa gioia giocosa che i danzatori esprimono in maniera crescente come nella festa paesana.
La drammaturgia corporea incontra quella musicale, seguendo i cinque movimenti della Sinfonia No.6 (Op. 68): l’uomo fa ritorno alla natura, si integra con essa, trova nella campagna la sua quiete, traendone energia. Il ritorno alla vita esplode nella festa paesana, a cui segue il timore della tempesta che, terminata, lascia un tempo vuoto di attesa e di rinascita.

Il divenire della natura, potente e inarrestabile, ha una forza ineluttabile. Il nostro percorso è dettato da una ciclicità non scritta, alla quale ci opponiamo con tutte le nostre forze per evitarne la fine, la degenerazione, la senescenza.
Il linguaggio coreografico esprime l’esaltazione della gioia nel contatto, dopo un lungo periodo in cui il “distanziamento” ha rappresentato la nostra ossessione quotidiana.
L’appello che Merola lascia al pubblico, in maniera leggera e delicata, è un ritorno al rispetto e alla connessione con la natura, all’accettazione di un tempo non scritto, alla storia ancestrale che ci appartiene, ma soprattutto dell’umano, umanissimo bisogno di contatto: di pelle, di carne, fonte autentica di energia e vita.

 


Palcoscenico Danza
Arts &Nature 2022
Teatro Astra
24 Marzo 2022
Pastorale
MM Contemporary Dance Company

coreografia Michele Merola
musica Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 6 Pastorale
luci Gessica Germini
scenografie Alice De Lorenzi
costumi Carlotta Montanari e Nuvia Valestri
assistente alla coreografia Paolo Lauri
interpreti Emiliana Campo, Dylan Di Nola, Mario Genovese, Matilde Gherardi, Fabiana Lonardo, Annalisa Perricone, Alice Ruspaggiari, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa

fotografie di Riccardo Panozzo


Arts & Nature è il tema di Palcoscenico Danza 2022, diretto da Paolo Mohovich
Prossimo appuntamento
31 Marzo ore 21 Teatro Astra
White out o la conquista dell’inutile di Piergiorgio Milano

http://fondazionetpe.it/palcoscenico-danza-2022/