Antigone: una rilettura contemporanea di Sophie Deraspe

Antigone: una rilettura contemporanea di Sophie Deraspe

@Marco D’Alessio 12-11-2021

Antigone, l’eroina tragica resa celebre per l’eternità da Sofocle nell’omonima tragedia appartenente al ciclo edipico, esiste al giorno d’oggi tra noi? Il personaggio incarna l’essenza dell’obbedienza ancestrale al diritto naturale, difendendo la sua famiglia e andando contro il diritto positivo al punto da perdere la sua libertà. Alla domanda prova a rispondere Sophie Deraspe con la sua rilettura della vicenda, ispirandosi a un evento realmente accaduto, in una pellicola ambientata in epoca contemporanea nella periferia di Montreal. Antigone, una ragazza diciassettenne, è giunta in Canada con i suoi fratelli Eteocle, Polinice e Ismene, accompagnata dalla nonna Ménecé, dopo la morte dei genitori barbaramente assassinati in Algeria.

Nonostante le difficoltà del processo di integrazione – Ménecé non parla francese – e la vita misera, Antigone ottiene risultati brillanti negli studi e si innamora di Hémon, con cui trascorre molto tempo passeggiando nei boschi. L’esistenza scorre serena, la ragazza è circondata dall’affetto dei fratelli con cui ha un legame viscerale viscerale. La tela perfetta viene squarciata da un episodio brutale: suo fratello Eteocle viene ucciso dalla polizia, mentre Polinice subisce un arresto per essersi ribellato alle forze dell’ordine che avevano barbaramente ucciso il fratello.

Dopo il precedente dramma della morte dei genitori, Antigone vede sgretolarsi attorno a sé il piccolo castello di felicità formato dai suoi affetti. Eteocle è morto, Polinice è in carcere e rischia l’espulsione in Algeria – laddove nessuno lo aspetta più – dopo aver trascorso un’intera esistenza in un paese diverso e aver assimilato la cultura del posto. La ragazza, conscia della debolezza d’animo del fratello, decide di sostituirsi a lui: si taglia i capelli e con il pretesto di una visita in carcere, prende il posto di Polinice che, aiutato da Ismene, scappa dal Canada per salvarsi.

Lo scambio viene scoperto in breve, Antigone viene trasferita nella sezione del carcere femminile e processata; fin dai primi momenti ribadisce davanti alle autorità di aver agito per amore verso la sua famiglia, seguendo l’unica legge che riconosce. Il processo oltre a essere giuridico è anche mediatico, e gli stessi media diventano cassa di risonanza del suo messaggio “il cuore mi ha detto di salvare mio fratello”.                                                       

Grazie e alla rettitudine e alla fermezza d’animo di Antigone, la sconfitta dell’arroganza del potere sembra ormai vicina, quando Polinice, che non era fuggito dal Canada, viene arrestato.

Da quel momento la protagonista cade in preda alla rabbia, fino al punto di incorrere in una perizia psichiatrica. Incontra una sorta di Tiresia, incarnato dalla psichiatra, che le vaticina attraverso l’immagine simbolica di un muro il disgregarsi della sua famiglia: Polinice e sua nonna si trasferiscono in Oriente, invece, Ismene resta in Canada da sola in quanto maggiorenne. Antigone non accetta l’idea che la famiglia per cui ha tanto lottato possa dividersi, ma non ci sono alternative; così fugge con Hémon nel bosco. Un momento di panismo, l’unione tra l’uomo e la natura, caratterizzato dalla pioggia che incarna le lacrime dell’addio dei due amanti. Infatti, la giovane si mette in viaggio verso la terra natia per ricongiungersi a sua nonna e a suo fratello. Mentre la ragazza oltrepassa il gateway di partenza, avviene una ring composition: una famigliola, con dei bambini accompagnati dalla nonna, fa ingresso in Canada colma di speranze come in passato era accaduto alla famiglia di Antigone.

Sophie Deraspe propone attraverso una pellicola ricca di primi piani, soprattutto di Antigone – dai quali affiora la purezza incontaminata del suo sguardo azzurro, determinato come l’amore nei confronti della sua famiglia -, degli episodi in stile documentaristico quasi a creare un secondo livello di narrazione. Il primo è rappresentato dal susseguirsi degli eventi domestici, il secondo è definito dalla percezione che i media hanno dei fatti accaduti e dall’accezione narrativa attraverso il  filtro del pregiudizio e della paura del diverso.

Il contrasto ricorre anche nei colori: nei momenti iniziali e spensierati della pellicola sono caratterizzati da toni vividi e cangianti che richiamano i luoghi d’origine, nella seconda parte, quando irrompono gli eventi tragici, prevale il grigiore del carcere e della città industriale, dedita al profitto, che non degna di uno sguardo chi è più debole, chi arranca, chi cerca in qualche modo di integrarsi. Proprio in questi frammenti caliginosi Antigone cerca la natura tanto amata che ne rispecchia la purezza e la dedizione alla legge che le impone di proteggere la famiglia contro qualsiasi ostacolo e norma sociale.

Il film offre allo spettatore Antigone contemporanea nei costumi e nei contesti, ma immutata nei sentimenti e nella forza d’animo che la sospinge contro la Leggi dello Stato per salvare il fratello. Il personaggio è magistralmente interpretato dalla giovanissima Nahéma Ricci che riesce a dare forma agli aspetti titanici di Antigone grazie al suo sguardo puro e ai lineamenti delicati. Ma una domanda sorge spontanea in una società in cui prevale l’individualità, l’egoismo, il successo personale: c’è ancora spazio per chi, come Antigone, per chi obbedisce al senso di responsabilità strettamente connesso ai legami di sangue?

ANTIGONE

Data di uscita: 04 novembre 2021

Genere: Drammatico

Anno: 2019

Regia: Sophie Deraspe

Attori: Nahéma Ricci, Rawad El-Zein, Antoine DesRochers, Sebastien Beaulac, Nour Belkhiria, Hakim Brahimi, Lise Castonguay, Jean-Sébastien Courchesne, Paul Doucet, Rachida Oussaada

Paese: Canada

Durata: 109 min.

Distribuzione: Parthénos Distribuzione insieme a Lucky Red

Fotografia: Sophie Deraspe

Montaggio: Geoffrey Boulangé, Sophie Deraspe

Musiche: Sophie Deraspe, Jad Orphée Chami, Jean Massicotte

Produzione: Association Coopérative des Productions Audio-Visuelles