‘Gentleman Jack’: l’ascesa al monte Ventoso di Miss Walker

Gentleman Jack: l’ascesa al monte Ventoso di Miss Walker

@ Marco D’Alessio (10-07-2021)

Fin da ragazzina, l’insicura Ann Walker rimane affascinata da Anne Lister, che spicca per l’anticonformismo e la riluttanza a piegarsi a quelle logiche sociali di epoca pre-vittoriana che l’avrebbero voluta circoscrivere in un ruolo subalterno. Invece il discendente dei Lister è già intento a esplorare il mondo, ad ampliare i propri orizzonti e a scardinare anzitempo ogni forma di limite imposto al ruolo femminile.

Possono essere questi elementi ad accendere i sentimenti di Miss Walker, ma l’attrazione relegata negli angoli della mente si materializza quindici anni dopo, quando i suoi cugini, i Priestley, la conducono a casa di Anne Lister a Shibden Hall in visita. Poiché Ann resta nuovamente folgorata dal carisma e dall’audacia di Anne, quell’incontro fugace si rivela il primo passo di un percorso insieme.

Ha così inizio una serie di incontri tra le due che porta alla nascita di una passione amorosa, ma emergono quasi subito le prime difficoltà: Miss Walker avverte un senso di inadeguatezza nei confronti di Anne che invece appare sempre sicura e pronta in ogni situazione. Il loro rapporto si alimenta delle continue rassicurazioni di Lister.

Quando finalmente la ragazza da ritratto prende a vivere serenamente le sue emozioni, si presenta davanti alle due amanti il muro irto di cocci di bottiglia di una società oscurantista e bigotta. Questa ottusità mentale si incarna in un personaggio ben preciso: la puntuta Eliza Priestley, che sorprende il primo vero incontro amoroso fra le protagoniste e ammonisce le due donne riguardo all’inaccettabilità sociale di ciò che stanno commettendo. L’episodio all’inizio preoccupa solo Anne, mentre rivela a Miss Walker l’assurdità di quel piccolo mondo di provincia suscitandone l’ilarità irrefrenabile.

Questa reazione caratterizzata dalla leggerezza di pensiero si sgretola quando la vita di Ann inciampa nel ritorno del passato: la morte della vecchia amica Mrs. Ainsworth porta con sé l’insidiosa proposta di matrimonio da parte del marito, un pastore anglicano. Quest’ombra viscida e patriarcale sconvolge la ragazza con il ricordo rimosso delle molestie inflittele anni prima, instillandole nella mente e nell’animo il senso di colpa causato dal sentirsi lei stessa la vera responsabile della violenza subita, fino a provare il timore di venire abbandonata da Lister rivelandole l’accaduto. Che Anne scacci questo demone non è sufficiente ad arrestare il processo di disgregazione interiore di Miss Walker, intorno alla quale cresce un brusio maligno di commenti sul rapporto con dirty Jack.

La prospettiva delle conseguenze sociali, morali e giuridiche della relazione getta nello smarrimento Ann Walker al punto da farle perdere la padronanza dei suoi pensieri e il contatto con la realtà. Lacerata, la ragazza di Crow Nest si trova a rinnegare e preservare, in un sol tempo, il suo sentimento verso Anne Lister, portata da un vento ormai al di là della sua capacità di controllo. Di fronte a questa tempesta, come naufraga, Ann cerca una sponda nella ripetizione compulsiva e meccanica delle preghiere, avulsa da ogni fede. Come una moglie infelice col marchio della pazzia, impresso quasi sempre dal coniuge, che comporta la segregazione in stanze marginali dell’abitazione e del consorzio sociale – la mente va alla Mrs. Rochester di Jane Eyre –, così Ann Walker aderisce all’archetipo di Ofelia e si trasforma nella fanciulla che annega nelle acque della propria follia.

Davanti ai sussurri degli spettri, alle porte che diventano tenebra d’inferno e all’incombere di punizioni terrene e ultraterrene, Anne Lister cerca di reagire, senza successo, per riportare Miss Walker nell’ambito del raziocinio. Fallito il tentativo non può far altro che affidare Ann alla sorella Elizabeth. Un gesto che vuole, da una parte, aprire una via di guarigione per la ragazza di Crow Nest, e dall’altra prendere le distanze e liberarsi dal male della follia, scappando da quella realtà ansiogena e tossica per rifugiarsi in Danimarca. Ma persino lì la figlia del capitano Jeremy di Shibden Hall è inseguita dai suoi demoni.

Questo discidium fa procedere in parallelo le vicissitudini delle due protagoniste: se Anne Lister prova a stordirsi con i fasti e le danze della corte danese, Ann Walker è raggelata in un limbo privo di qualsiasi segnaletica sentimentale. Temendo di essere stata dimenticata da Anne prova a dipingerla su un album, ma subito dopo brucia l’immagine, quasi a scacciare un’illusione dolorosa lontano da sé, scegliendo di abbandonarsi all’elemento liquido intriso del suo stesso sangue, come una figura elisabettiana o preraffaellita.

Nel momento in cui Ann sembra ristagnare senza speranza sul fondo di un inferno freddo, l’intervento di una delle poche figure importanti della sua vita, ovvero la sorella Elizabeth, le fa trovare dentro di sé il coraggio di rinascere e di prendere per la prima volta in mano il proprio destino. Arriva addirittura a servirsi dei cugini Priestley per essere riaccompagnata ad Halifax dove, nel frattempo, Anne Lister è rientrata a causa delle condizioni di salute della zia. Le due donne si ricongiungono nei pressi del pozzo di carbone di Anne, proprio quando quest’ultima è in preda allo smarrimento a causa di una galleria allagatasi nella miniera.

L’incontro mette in luce un mutato equilibrio fra le due: è Ann a prendere l’iniziativa, mentre Anne è timorosa e mantiene le distanze. Il delicato e lento avvicinarsi di Miss Walker è la rappresentazione dell’aspro percorso interiore compiuto e la capacità di esprimere con determinazione – così come più volte le ha chiesto Anne in passato – i propri sentimenti, le proprie scelte e di accarezzare la fragilità dell’amata. Il culmine dell’ascesa al monte Ventoso lo vediamo all’uscita della cattedrale di York, quando è Ann a prendere la guida delle dinamiche di coppia.

Questo percorso interiore di Miss Walker è inscenato anche dai colori degli ambienti: le tinte pastello si illuminano di felicità nei momenti in cui la libertà interiore appare raggiungibile, mentre nell’approssimarsi della follia intere porzioni delle stanze vengono ingoiate dal buio e le dimensioni degli ambienti si riducono rendendoli claustrofobici.

Nel corso della serie, i primi piani delle protagoniste, insieme alle situazioni che sono costrette ad affrontare, vengono raffigurati dalla fotografia studiata da M. Gray, S. Chapman e N. Dance seguendo gli stilemi delle correnti artistiche affini. Ad esempio, nell’episodio otto, durante il sacramento della comunione, luci e colori sembrano richiamare Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte di Seurat e, più in generale, abbigliamento, acconciature e fisionomie appaiono desunti dai ritratti di Ingres e di Hayez. Invece, nelle sequenze più drammatiche, in cui figura Ann Walker, emerge il legame con Ofelia di John Everett Millais.

Nei due momenti dell’ingresso e dell’uscita dalla cattedrale di York, dove si compie l’unione simbolica e reale, la coppia dà vita a una composizione formale che suggerisce volutamente il ‘ritratto di un matrimonio’.

https://youtu.be/93m06h1rTkY