‘Si nota all’imbrunire’, tra solitudine, illusione e cruda realtà. Silvio Orlando al Teatro della Pergola di Firenze

‘Si nota all’imbrunire’, tra solitudine, illusione e cruda realtà. Silvio Orlando al Teatro della Pergola di Firenze

@ Marco D’Alessio (23-11-2019)

Silvio Orlando in ‘Si nota all’imbrunire’

Firenze – Alice, Vincenzo e Maria con lo zio Roberto invadono la solitudine di Silvio, un uomo, vedovo da ormai dieci anni, ritiratosi nei pressi di un villaggio marino spopolato. Silvio si è creato un proprio mondo fatto di manìe tra cui il rifiuto di camminare. In una casa evocata da pannelli muniti di arcate ed effetti di velatura, il protagonista comincia a narrare le sue vicende descrivendo i figli appena giunti. Il particolare weekend, organizzato per commemorare la moglie-madre defunta, offre ai convenuti l’occasione di inscenare un confronto-scontro durante il quale emergono rancori, gelosie ed episodi del trascorso familiare. La pièce ha un incipit interessante dove il protagonista, attraverso il suo monologo, dà alla solitudine una connotazione di atarassia priva sia di mali che di gioie, addentrandosi in riflessioni trascendentali ed elaborando massime di vita. Ma l’andamento pensoso viene meno nel corso della narrazione, in particolare quando i momenti dialogici prendono una forma eccessivamente grottesca e stereotipata riesumando i moduli del dramma borghese. Lo spettacolo perde definitivamente ritmo e profondità durante le molte scene comiche assimilabili a quelle che infestano le commedie all’italiana contemporanee. Torna in superficie qua e là grazie a improvvise stasi sceniche (un richiamo allo stile di certi registi odierni) dove i personaggi giungono a riflessioni importanti, come quando Silvio e suo fratello Roberto giocando a lanciare le nocciole in un sacchetto ripercorrono alcuni episodi familiari. Si nota all’imbrunire lascia un retrogusto amaro nello spettatore a causa delle imperdonabili ingenuità (o semplicemente della mancanza di audacia) che collidono gli elementi originali presenti nell’allestimento, come, ad esempio, la scenografia che – seppur ben ideata con varchi e mura di veli, e immediati richiami a Piet Mondrian per i giochi di luce – non viene valorizzata studiando la collocazione più adeguata per i personaggi che si aggirano intorno allo stato allucinatorio del protagonista.

 

SI NOTA ALL’IMBRUNIRE

testo e regia Lucia Calamaro

con Silvio Orlando

e con Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Rendini, Maria Laura Rondanini

scene Roberto Crea

costumi Ornella e Marina Campanale

luci Umile Vainieri

produzione Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria

in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia