Fra Mosca e Gerusalemme la perfetta macchina teatrale de ‘Il Maestro e Margherita’, al Teatro Eliseo di Roma

Fra Mosca e Gerusalemme la perfetta macchina teatrale de ‘Il Maestro e Margherita’, al Teatro Eliseo di Roma

dal romanzo di Michail Bulgakov

con Michele Riondino, Francesco Bonomo, Federica Rosellini, Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski.

Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta

Musiche originale: Giacomo Vezzani

Luci: Simone De Angelis

Regia: Andrea Baracco

Produzione: Teatro Stabile dell’Umbria

 

L’idea di mettere in scena Il Maestro e Margherita di Bulgakov può sembrare una scelta ardita e in qualche autolesionista.

Il romanzo infatti, pur annoverato tra i capolavori della letteratura del ‘900, ha una struttura molto complessa, per non definire astrusa. Sono infatti diverse le storie che si intrecciano: quella di Woland, professore esoterico che in realtà è Satana, quella del Maestro, uno scrittore che è impazzito dopo che il suo romanzo su Ponzio Pilato è stato rifiutato, quella dell’incontro tra il procuratore romano e Gesù Cristo e naturalmente la storia di Margherita, un’anima inquieta innamorata perdutamente del Maestro. Altre peculiarità da non sottovalutare sono le continue digressioni che riguardano i personaggi secondari e i tempi narrativi che si accavallano con continuità, senza nessuna spiegazione.

Una sfida che Andrea Baracco è riuscito ad affrontare creando uno spazio scenico polifunzionale, dall’atmosfera dandy e gotica. Ogni porta della scenografia infatti è un ipotetico portale spazio-temporale che ci riporta realmente nella Mosca sovietica anni ‘30 oppure nella Gerusalemme di duemila anni fa. Una macchina teatrale che riesce a funzionare grazie alla perfetta sincronicità tra luci, musica, attori e attrici.

E a proposito del ricco cast, costituito da undici attori, vale la pena spendere due parole. Da rimarcare le performance di Francesco Bolo Rossini un perfetto Berlioz, di Alessandro Pezzali nei panni di un intrigante Azazello, di Giordano Agrusta un gatto credibilissimo, di Carolina Barucani che interpreta la strega Hella con la stessa esplosività di Magenta del Rocky Horror Picture Show e di Francesco Bonomo che con naturalezza incarna il Maestro. Qualche perplessità rimane circa la scelta di affidare il ruolo di Woland a Michele Riondino, che riesce a creare un personaggio carismatico e sopra le righe ma che sembra più vicino al Joker di Batman piuttosto che al Satana di Bulgakov, che nel romanzo risulta una figura angosciante, distaccata e per nulla sensuale. Altri dubbi riguardo la decisione di far interpretare il giovane poeta e Gesù Cristo all’attore polacco Oscar Winiarski, che pur sforzandosi recita con un marcato accento dell’est europeo che si fa fatica ad ignorare. Federica Roselini se inizialmente non sembra brillare nei panni di Margherita, dopo la conversione in strega sembra realmente liberarsi delle sue inibizioni e regala un’interpretazione molto convincente.