1° Festival effetti visivi. A cura di AVFX. Roma/Casa del Cinema 12 Gennaio 2019. Unica giornata orario 10:00-22:00

1° Festival effetti visivi. A cura di AVFX

Roma/Casa del Cinema 12 Gennaio 2019. Unica giornata orario 10:00-22:00

Sala Deluxe. Cerimoniale/ introduzione: Giulia Infurna (presidente AVFX), Piera Detassis (presidente Accademia del Cinema Italiano premi David di Donatello), Cristina Priarone (direttore generale Roma Lazio Commission), Nevina Satta (presidente Sardegna Fil Commission), Maria Grazia Mattei (presidente MEET- Fondazione Cariplo) Produzioni AVFX ASSOCIAZIONE EFFETTI VISIVI (prima realtà associativa Italiana dedicata ai professionisti che operano nel mondo degli effetti visivi e della computer grafica in generale). Direzione Generale Cinema. Sostegno Regione Lazio.

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Un interessante dibattito su animazione ed effetti speciali/arte visiva. In questa unica giornata del 1° Festival Effetti Visivi è stata posta una intrigante querelle: “Cosa hanno in comune Nightmare Before Christmas e Jurassic Park? Biancaneve e Guerre stellari? Jungle Book è da considerare un cartone animato oppure un film? Animazione e cinema hanno sempre condiviso tecniche e artisti, percorrendo strade parallele ma incontrandosi ad ogni cambio di tecnologia. Con gli Effetti Visivi, grazie ad avanzate tecniche grafiche multimediali, notiamo come una storia scaturita dal sogno o dall’immaginazione autorale, possa essere “visualizzata” e messa al servizio delle produzioni cinematografiche. Ogni inquadratura cinematica o televisiva diventa un gioco di prestigio, dove arte e tecnologia, ovvero creative “tecniche mentali” e “ tecniche strumentali”, si fondono dando vita a un universo spettacolare capace di rapire e segnare per sempre milioni di spettatori di tutte le età.”

Una giornata di convegni e di promozione che ambisce a diventare un punto di riferimento per i professionisti affermati e per i giovani che hanno da poco intrapreso una carriera in questo settore, che sia nel cinema, nella tv o nella pubblicità, nei videogiochi, nell’architettura, nella realtà virtuale, negli eventi o in ogni altro campo dove gli strumenti, le competenze e le tecnologie digitali sono spesso simili e attingono alla stessa preparazione artistica e tecnico-progettuale.

Le figure professionali potenzialmente interessate sono tantissime: VFX Supervisor, VFX Producer, Modeling / Texture / Surfacing Artists, Groomers, Lighters, Technical Directors, Software Developers, Roto Artists, Compositors, Matte Painters, CG Supervisor, Colorist, Disegnatori, Animatori, Assistenti di Produzione, Direttori di Fotografia; la lista è davvero infinita e ricca di ruoli specifici come vediamo nei sempre più lunghi titoli di coda dei maggiori blockbusters internazionali. Le collaborazioni su grandi progetti sia italiani che stranieri aumentano di anno in anno e avere nuove figure altamente professionali, per partecipare alla crescita di questo settore, è per la cinematografia italiana una necessità inderogabile, un ambizioso progetto di formazione, soprattutto giovanile, nel campo degli effetti visivi.

Questo veniva proposto in sala Deluxe rappresentata da Francesco Grisi (Edi), Davide Luchetti (Frame by Frame), Manuela Cacciamani (D2B) Luciano Sovena (Roma Lazio Film Commission), Gianni Celata (Università Roma Tre) / MIBACT – Direzione Generale Cinema. Moderatrice Marina Marzotto. Si Argomentava su: Post produzione ed effetti visivi, soprattutto riguardo la tutela di adeguati strumenti fiscali e finanziamenti pubblici volti ad aumentare l’attrattività del mercato italiano. Si metteva l’accento di criticità come negli ultimi anni le produzioni internazionali italiane e straniere siano state in maggioranza attratte per la post produzione da altri territori UE, e come l’Italia al presente dovrebbe considerare i nuovi competitor più prossimi. Di recente e con la nuova Legge Cinema sono stati messi in campo svariati strumenti e agevolazioni per permettere alle industrie tecniche italiane di competere al meglio: Panel Industrial PC’s pone l’obiettivo di illustrare come utilizzarli, oltre a fornire una visione comparativa con le agevolazioni offerte dai principali Paesi UE.

Nel Pomeriggio di questo interessante e prolungato dibattito è stato proiettato il trailer promozionale dell’imminente film in uscita: Michelangelo infinito. In Collaborazione SKY.

I relatori erano: Giuseppe Squillaci (supervisore VFX),Emanuele Imbucci (regista), Roberto Andreucci (produttore esecutivo SKY ), presentando il Masterclass, spiegavano all’affollatissima platea dei convenuti come fare “effetti visivi” per un film d’arte significa mettere la tecnologia e la creatività al servizio dell’opera, sottolineandone il valore intrinseco ed evidenziando le tecniche di realizzazione, i dettagli, la poesia e il significato, con un approccio rigoroso sotto il profilo scientifico e spettacolare sotto il profilo estetico. Per rendere visibile su schermo quanto spesso può essere difficile notare dal vivo. Con la supervisione scientifica dei Musei Vaticani e quella agli effetti visivi di Giuseppe Squillaci, l’Opera d’arte filmica Michelangelo infinito di Emanuele Imbucci è un film spettacolare ed emozionante, con incredibili immagini in 4K UltraHD.Seguiva un altro interessante dibattito su arte visiva/ animazione ed effetti speciali su cosa hanno in comune Nightmare Before Christmas e Jurassic Park? Biancaneve e Guerre stellari ? Jungle Book è da considerare un cartone animato oppure un film? Animazione e cinema hanno sempre condiviso tecniche e artisti, percorrendo strade parallele ma incontrandosi ad ogni cambio di tecnologia. L’intrigante dibattito era animato da Diego Viezzoli (Rainbow cgi), Cristian Jezdic (beQ entertainment), Giuseppe Squillaci (Galactus), Nevina Satta (presidente fondazione Sardegna Film Commission) moderatore Luca Raffaelli.

Ed è a questo punto che come redazione di Scénario, concludiamo che storicamente a queste tecniche di rappresentazioni cinematografiche “surreali” ci aveva pensato Georges Méliès, uomo di spettacolo e prestigiatore, che conosceva già le tecniche base dei trucchi di scena teatrali; di fatto nel 1904 il creatore Méliès  fonde cinema e illusionismo (Les cartes vivantes). Dai primi artigianali cortometraggi “surreali” di Méliès nasce il cinema fantastico: – dalla doppia esposizione (in La caverne maudite del 1898) ai mascherini, allo split screen, fino ai fondali dipinti (in particolar modo nel più famoso film di Méliès, “Dalla Terra alla Luna”.

Georges Méliès ha anche il merito di avere per primo suddiviso gli effetti ottici in tre categorie, o tecniche, che sono tuttora utilizzate, e inoltre 115 anni non hanno subito cambiamenti se non dal punto di vista degli strumenti adoperati. Queste categorie sono: Gli effetti ottici, definizione che adesso denominiamo come “Effetti Visuali” che grazie alla multimedialità lascia spazio alla manipolazione digitale dell’immagine, non più limitata dalle leggi della fisica ottica, propri del cinema e della fotografia. Alla seconda categoria appartengono gli effetti speciali fisici, come esplosioni, spari, case che crollano e vetri che vanno in pezzi. Questi effetti avvengono realmente sul set, ma sono manipolati e mixati digitalmente per dare credibilità surreale a quanto ripreso. Alla terza categoria appartengono gli effetti trucco e sono quelli relativi al make-up applicato su attori o manichini, e spesso si confondono con la categoria precedente poichè vengono effettivamente ripresi sul set adoperando sistemi meccanici rielaborati però digitalmente.

Digital artist Lorenzo Moneta. Poster dal Film Independence Day 2016 di Roland Emmerich.

Per L’uscita di Independence Day – Rigenerazione, sono stati realizzati tre poster che raffigurano la discesa dell’astronave/madre aliena sulle città di New York, Londra e Parigi, più un poster internazionale per il resto del mondo. La Twentieth Century Fox Italia ha commissionato, allo studio Alter adv, tre poster che visualizzassero una resa di “digitalizzazione distruttiva” con le città di Milano, Venezia e Roma. La sfida riuscita è stata quella di utilizzare la stessa tecnica del “matte painting” originali per ottenere una continuità stilistica tra i poster. L’Italia è l’unico altro paese ad aver avuto poster localizzati, apprezzati dallo stesso regista Roland Emmerich.