Cavalleria rusticana: l’atto di chiusura della XXXIX edizione di Benevento Città Spettacolo

Cavalleria rusticana: l’atto di chiusura della XXXIX edizione di Benevento Città Spettacolo

 

Nella Sicilia ottocentesca il giovane Turiddu, prima di partire per la coscrizione obbligatoria, giura eterno amore a Lola, fanciulla del posto, che però si sposa con Alfio, carrettiere del paese. Così il giovane, tornato dal servizio di leva, corteggia Santuzza però trascurandola per appostarsi presso l’abitazione di Alfio, durante le assenze di questi, nella speranza d’incontrare Lola. Santuzza, preoccupata, cerca Lucia, madre di Turiddu, e le racconta tutto. Tra i due giovani scoppia una lite che al passare di Lola finisce perché Turiddu la segue mentre si avvia in chiesa. Santuzza, offesa, decide di vendicarsi raccontando ad Alfio, tornato dal lavoro, che Lola l’ha tradito. Finita la messa, Turiddu offre da bere agli amici all’osteria della madre. Offre un bicchiere anche ad Alfio, il quale lo rifiuta, e gli morde l’orecchio sfidandolo a duello. Prima di recarsi alla sfida mortale, Turiddu saluta la madre Lucia e le chiede di avere cura di Santuzza, il duello finisce con le grida di una popolana che annuncia la morte del giovane innamorato.

L’opera ispirata all’omonima novella di Giovanni Verga risulta nel complesso un valido lavoro a cura del Conservatorio Nicola Sala di Benevento che oltre a essere stato uno dei principali animatori di questa XXXIX edizione di Benevento Città Spettacolo, rappresenta un essenziale punto di riferimento a livello culturale sul territorio ed è attualmente uno dei conservatori italiano con la maggiore propensione allo sperimentalismo didattico in Italia. Citiamo, ad esempio, l’introduzione di nuovi corsi di studio relativi alla musica pop e alla direzione d’orchestra.

Bozzetto di Tommaso Osnaghi (2006) per ‘Cavalleria rusticana’

Nota dolente della performance è stata la scelta del luogo di rappresentazione, seppur meraviglioso – piazza Santa Sofia – dove si trova l’omonima chiesa considerata patrimonio dell’UNESCO, che tuttavia non si presta, essendo un luogo aperto, a delle esecuzioni musicali. Per non parlare del fatto che il numeroso pubblico, in sé gratificante, non ha potuto godere di una visuale perfetta in quanto metà dei posti, per mancanza di spazi adeguati, sono stati collocati a lato del palco. Perché non adoperare il Teatro Romano oppure l’Arena presso l’Arco del Sacramento, o, proprio se si voleva restare nel cuore del centro storico, optare per piazza Roma che chiusa su tre lati avrebbe consentito una resa acustica ideale, oltre ad avere una superficie tale da ospitare una maggior quantità di persone?

Comunque sia, nel complesso si può dire che la XXXIX edizione di Benevento Città Spettacolo è stata molto gradevole, ha offerto una varietà di eventi in diversi ambiti artistici sia di nicchia sia nazionalpopolari che hanno dato ampia scelta all’utenza. Un programma più interessante rispetto alle ultime edizioni, ma che può avere ulteriori margini di miglioramento. Glissiamo sulle pecche di natura logico-organizzativa auspicando che possano essere risolte con la prossima edizione.

 

 

CAVALLERIA RUSTICANA

 

Melodramma Atto Unico

Cavalleria Rusticana

Orchestra e Coro

del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” Benevento

Musiche di Pietro Mascagni

Libretto di Giovanni Targioni – Tozzetti

Guido Menasci

Dirige Maurizio Petrolo

Regia Michele Sorrentino Magnini