Una scommessa macabra. ‘The gambler’ di I. Jonynas al Cineforum ‘Falso Movimento’ di Rovito (Cosenza) 9 luglio ore 21

Una scommessa macabra. ‘The gambler’ di I. Jonynas al Cineforum ‘Falso Movimento’ di Rovito (Cosenza) 9 luglio ore 21

 

Chiude in bellezza la stagione del Cineforum “Falso Movimento” di Rovito (Cosenza), prima della consueta pausa estiva, con il quinto appuntamento in programma lunedì 9 luglio alle ore 21 al Teatro Comunale.

Il film che ho scelto, ma forse è il caso di dire scoperto, questa volta è “Lošejas” (The gambler 2013), opera d’esordio del regista lituano Ignas Jonynas, prima coproduzione lituano-lettone, rimasta inedita per gli schermi italiani, a dispetto dei premi e delle lusinghiere accoglienze internazionali.

Della Lituania si sa poco, al più viene in mente Eimuntas Nekrošius per il teatro o Šarūna Bartes per il cinema.

Ora Ignas Jonynas, classe 1971, sembra volerci raccontare il suo paese e il grado di sbandamento morale che lo affligge a causa del repentino passaggio dalla oppressiva dominazione sovietica al capitalismo cinico che gli è subentrato.

C’è dunque del marcio in Lituania? Sembra proprio di sì, a giudicare dalla vicenda raccontata in “Lošejas” che vede per protagonista Vincentas, un paramedico dalla doppia vita, figura emblematica dell’ambiguità e della doppiezza che connota tutta la vivace Repubblica baltica.

Vincentas è il migliore del Pronto Soccorso, quello che salva più pazienti, non perde il sangue freddo, tiene la situazione sotto controllo. Ma è al tempo stesso anche un giocatore pieno di debiti, uno scommettitore incallito, inseguito da creditori senza scrupoli.

Lo storico del cinema Ugo G. Caruso

Due cose cambiano la sua vita, quasi contemporaneamente: la relazione sentimentale che inizia con la collega Leva e l’idea di scommettere sui pazienti dell’ospedale, sul grado di probabilità di un loro decesso. Un’idea macabra, quest’utima, che ottiene un successo immediato e crescente anche al di fuori del ristretto ambiente di lavoro. Quando si mescolano la morte e l’amore, però, poi non è facile arginare le conseguenze…

“Lošejas” è un film sorprendente, crudele, realistico e lirico insieme, perfettamente in equilibrio tra noir e denuncia sociale, sostenuto da un ritmo incalzante e senza cedimenti, illuminato da una fotografia livida anche nelle sequenze in pieno sole, che si avvale di un cast di attori notevoli e capaci di esaltare le più riposte intenzioni di un primo piano (strepitoso nel ruolo del protagonista Vytautas Kaniusonis, un tipo roccioso alla Nick Nolte, intensa Oona Mekas, figlia del celebre regista e poeta lituano-americano Jonas Mekas, nei panni di Leva).

La portata metaforica del racconto è inequivocabile e fa pensare ad un Dostoevskij aggiornato alla fine della Morale, morta in Lituania come altrove a causa della deviazione da regole troppo a lungo osservate e con troppo rispetto. Non manca un sostrato filosofico (infatti si cita Huizinga), per cui il gioco diventa dimensione sociale volta a trascendere noi stessi.

Ma accanto al marcio e al disfacimento sociale, il film di Jonynas sembra dimostrare che c’è un fermento artistico in Lituania, pronto ad esplodere insieme a tutto il resto.