L’ultimo giorno d’estate di Hélène. ‘L’heure d’été’ regia di Olivier Assayas

L’ultimo giorno d’estate di Hélène. ‘L’heure d’été’ regia di Olivier Assayas

Olivier Assayas

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E’ abbastanza sconcertante che L’heure d’eté (Francia 2008), una delle opere più riuscite del talentuoso Olivier Assayas, autore di punta del cinema transalpino, sia rimasta inedita nelle sale italiane. Poiché il dvd è acquistabile, in versione originale, su Amazon, ci sembra opportuno ricordarne brevemente la traccia narrativa.

Riuniti in una giornata estiva nella bella dimora di famiglia immersa nel verde, Adrienne, Frédéric e Jérémie con le rispettive famiglie festeggiano i settantacinque anni della madre, Hélène Berthier, donna colta e raffinata, vissuta nel culto dello zio Paul Berthier, importante pittore e collezionista. Hélène sente di essere prossima alla morte e la sua preoccupazione più grande è quella di sapere che fine faranno la sua casa di campagna e tutti gli oggetti di valore che essa contiene una volta che ella non ci sarà più.

Come da lei previsto, Hélène viene a mancare e Adrienne, Frédéric e Jérémie dovranno decidere se tenere o vendere la vecchia casa della loro genitrice. I loro orientamenti sono discordi e una volta elaborato il lutto i tre si troveranno a discutere sul da farsi. A chiudere il cerchio narrativo il film si conclude con un’altra festa, probabilmente l’ultima, che vede protagonista la figlia di Fréderic ed i suoi giovani amici.

L’heure d’été faceva parte inizialmente di un progetto per celebrare il Musée d’Orsay con quattro cortometraggi che avrebbero portato la firma di Raul Ruiz, Jim Jarmush e Hou Hsiao Hsien. Alla fine è rimasta solo l’idea di Assayas che ha felicemente deciso di farne un lungometraggio. Interpretato tra gli altri da Charles Berling, Juliette Binoche, Jérémy Renier, Édith Scob e Valerie Bonnetton, L’heure d’été è un’opera di rara grazia e profondità che trova le sue ascendenze spirituali nelle pièces di Čechov e nelle commedie familiari di Ozu.

Non diversamente da queste ci parla infatti del fluire del tempo, dei cicli della nostra esistenza, del valore affettivo dei luoghi e degli oggetti, insomma della vita, della vita vera.