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Ugo G. CARUSO- Onde medie. Eleuterio e “sempre tua” (Morelli-Stoppa) allo storico Gran Varietà

 

Onde medie

 

 

SCENETTE DA UN MATRIMONIO

Eleuterio e “Sempre tua” allo storico Gran Varietà- Ovvero la memorabile coppia Morelli-Stoppa 

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Iniziativa  quasi ‘sperimentale’, quella  che si terrà a  Cosenza in   domenica 24 gennaio a partire dalle ore 17.30. L’incontro promosso dal Movimento Telesaudadista, a suo tempo pensato da Daniela Vercillo e rimasto poi, come vari altri progetti, in attesa di realizzazione, consiste sì in una maratona ma per una volta basata non su materiali televisivi, bensì radiofonici. Dunque, potrebbe essere definita una kermesse “radiosaudadista”. Saranno infatti riproposti alcuni dei celebri sketches radiofonici della serie Eleuterio e “Sempre tua” interpretati da Paolo Stoppa e Rina Morelli su testi di Maurizio Jurgens e trasmessi per otto anni nel corso del seguitissimo programma radiofonico “Gran Varietà” che per un decennio detenne il record degli indici d’ascolto.

Era il 2 ottobre del 1966 quando dagli studi di Via Asiago in Roma giungeva la voce della grande attrice che nel ruolo della moglie adirata e delusa rimproverava al marito una grave disattenzione o peggio un’imperdonabile oltraggio a seguito del quale decideva di tornare a casa della madre in Trastevere fino a quando questi non si fosse scusato e avesse posto rimedio al danno e all’offesa. Subito dopo il radioascoltatore avrebbe udito dall’inconfondibile voce di Stoppa la replica per le rime del marito rimasto nella comune dimora dei Parioli, con la sua controversione dei fatti ed una vera e propria dichiarazione di guerra alla coniuge ed immancabilmente pure all’odiata suocera. Ovviamente ogni incandescente querelle si chiudeva con l’immancabile riappacificazione.

La lunga saga si compone di 56 sketches, ciascuno della durata di circa 7′ che mettevano in scena un campionario incredibile di dissidi, incomprensioni, insofferenze o vere e proprie incompatibilità espresse con un cinismo ed un sadismo verbale sconcertante per l’epoca ma che oggi sarebbero nella media. Un vademecum, è stato detto, sui cambiamenti della vita coniugale anche se il mezzo usato era ancora la lettera, laddove oggi le stesse scaramucce troverebbero negli sms o in whatsapp lo strumento d’esternazione più appropriato.

Curiosamente la serie ebbe termine nel 1974, l’anno del referendum sul divorzio. In tempi in cui non esisteva ancora la famiglia allargata ma era già in corso il disfacimento della coppia borghese, qualcuno volle vedere un riferimento alla più illustre coppia della letteratura italiana, ovvero Alberto Moravia ed Elsa Morante, anch’essi entrambi romani ma dislocati ciascuno per proprio conto: l’autore de “Gli indifferrenti” a Porta Pinciana, l’autrice de “La Storia” alla Garbatella.

Si  ritiene che gli attori stessi funsero da modelli per i personaggi, essendo rimasti insieme per oltre quarant’anni senza sposarsi e neppure convivere. Il successo della serie fu tale da essere riprodotta in versione televisiva a Carosello nel ’71-’72 per la Sambuca Molinari con testi di Iaia Fiastri mentre alla regia si alternarono Mariano Laurenti, Enrico Sannia e Osvaldo Chiari. Di recente a Roma, al Teatro Belli, su riadattamento di Jessica e Carlo Jurgens, figli dell’autore, Riccardo Bàrbera ed Elisabetta Di Palo hanno fatto rivivere quella sorta di versione moderna e vetriolata dell’epistolario di Abelardo ed Eloisa.

Il pomeriggio ideato dai telesaudadisti, riservato ai sodali dell’associazione e a quanti su prenotazione troveranno posto nei locali dell’emittente radiofonica locale che ospiterà l’evento, riproporrà una selezione delle esilaranti scenette a suo tempo rieditate da Donzelli in cd mp3 insieme ai testi, in un elegante cofanetto nella versione riveduta dallo stesso Jurgens, dai due interpreti, dal coautore di “Gran Varietà”, Antonio Amurri e dal regista del programma, Federico Sanguigni.

Un omaggio, insomma alla radio coeva e quindi affine a quella grande televisione che resta il fulcro della ricerca telesaudadista e che continua ad essere a distanza di decenni il punto di riferimento affettivo e culturale di diverse generazioni.