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Agata MOTTA- Apriti cielo! (conversando con Ficarra e Picone, di scena a Palermo)

 

 

 

 

L’intervista

 

APRITI CIELO!


Conversando con Ficarra e Picone, di scena al Biondo di Palermo

 

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Dopo una lunga e fortunata tournée che ha attraversato l’Italia da Nord a Sud, i comici palermitani Ficarra e Picone approdano, in una gradita coda di stagione, al teatro Biondo con lo spettacolo fuori programma Apriti cielo da loro scritto e diretto, in programmazione fino al 19 gennaio tutti i giorni alle ore 21.00 tranne i lunedì e la domenica alle ore 18.00.

Ovviamente è già tutto esaurito. Per i comici in questione il detto “Nemo propheta in patria sua” perde ogni valore e il successo riscosso giocando in casa li riempie di orgoglio e li stupisce, perché il successo, garantiscono, stupisce sempre. Ed è un successo anche per il Biondo di Roberto Alajmo che, ancor prima di chiudere la campagna abbonamenti, registra un’impennata che vede triplicato il numero degli abbonati.

Paradossi, nonsense, gag note, situazioni ai limiti dell’assurdo convivono in Apriti cielo restituendo un’immagine dell’Italia contemporanea che, nonostante vecchi e nuovi problemi, sorride dietro il filtro dell’ironia e della leggerezza senza però escludere la possibilità di una sincera riflessione.

Approdare al Biondo per due artisti palermitani è un riconoscimento naturale o rappresenta un’occasione emotivamente più forte e stimolante del solito?

E’ la nostra prima volta al Biondo e ne siamo naturalmente contenti. Tutti i teatri, pubblici e privati, hanno pari dignità, ma quello che lega maggiormente al Biondo è avervi visto, durante l’adolescenza, grandi attori, sapere che lì hanno recitato alcuni grandissimi nomi è un’emozione fortissima.

Apriti cielo è in linea con gli spettacoli precedenti o contiene elementi di novità?

Come da tradizione è uno spettacolo di cabaret che mostra quello che siamo e quello che sappiamo fare. Al suo interno si creano delle situazioni, come la scoperta di un cadavere, che apre un giallo stupido nel quale in modo rocambolesco e stupido anche i protagonisti arriveranno a perdere la vita.

Voi lavorate indifferentemente per il cinema, il teatro e la televisione; nutrite delle preferenze?

Tutte e tre offrono cose bellissime: il teatro incontrare la gente dal vivo, il cinema la possibilità di raccontare una storia, la televisione permette di affrontare l’attualità. Tra le tre, comunque, preferiamo il frigorifero

Far ridere non è semplice, in fondo la comicità è una cosa seria. Quale formula magica si nasconde dietro l’indiscusso gradimento che vi accompagna?

Essere assolutamente stupidi e non prendersi mai sul serio. Noi facciamo solo quello che sappiamo fare, poi se questo può servire in un periodo particolare come questo attuale ci riempie di orgoglio.

E’ vero quel che si dice sui comici che, in realtà, sognano di interpretare, almeno una volta nella vita, ruoli drammatici?

Al momento questo per noi non è vero, siamo presi dalle cose comiche e i ruoli drammatici non rientrano nei nostri sogni. Ci è capitato con Tornatore, in Baarìa, di interpretare ruoli non comici, anche se non drammatici, ed è stato bello anche quello.

Che effetto fa finire sulle pagine del mitico “Topolino” nei panni dei comici paperopolesi Caraffa e Cappone?

E’ l’aspirazione di tutti. Anche questo spettacolo, grazie alle scenografie e ai costumi che sono molto colorati, sembra un cartone animato. Noi abbiamo sempre amato far ridere con cose semplici, quindi, ne siamo molto contenti.

Un rapido giudizio sui social network.

Usati con parsimonia sono una grande possibilità di far circolare le idee e nuove forme d’arte, sono la nuova piazza di questo secolo.

Un consiglio alla squadra del cuore?

Continuare a vincere. Consiglio minimo.

Al momento non sono previsti altri spettacoli teatrali, perché attualmente il duo sta lavorando al nuovo film, del quale stanno scrivendo la sceneggiatura e che li vedrà ancora una volta registi. Si tratta di una storia siciliana che si svolgerà in un paese siciliano, come nel primo film Nati stanchi. “Non vediamo l’ora di cominciare – assicurano – ci sentiamo pronti per raccontare questa nuova avventura”.