Zweig e il culto teatrale nel mondo asburgico

Zweig e il culto teatrale nel mondo asburgico

@ Romano A. Fiocchi, 6 novembre 2026

 

Il 22 febbraio 1942 Stefan Zweig, scrittore austriaco di origini ebraiche, si uccide insieme alla moglie Lotte a Petropolis, in Brasile, dove si era rifugiato per sfuggire alle persecuzioni naziste. Il capolavoro che ci ha lasciato è un libro autobiografico e nostalgico: Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, rimpianto di una società culturale e cosmopolita annientata dalla Grande Guerra e dai totalitarismi.

Ma Zweig ci lascia anche delle novelle di impareggiabile finezza ed eleganza di scrittura. Una scrittura cristallina, precisa come un bisturi e come un bisturi capace di sezionare l’animo dei personaggi. Basti pensare alla Novella degli scacchi, a Mendel dei libri, al perfetto meccanismo narrativo di Lettera di una sconosciuta. Ed è quest’ultima, forse per la delicatezza della voce narrante femminile, oltre che per la forma epistolare, che più assomiglia alla novella Un debito pagato in ritardo, pubblicata per la prima volta in Italia nel settembre scorso da Palingenia

È emblematico il fatto che Un debito pagato in ritardo sia stato scritto quasi contemporaneamente a Il mondo di ieri. Il protagonista Peter Sturz, che entra in scena come un vecchio distrutto, ubriaco, semiparalizzato, ospitato presso l’ospizio dei poveri, è il rudere umano di un attore teatrale di grande popolarità, che nessuno più ricorda. Al tempo stesso assurge a simbolo di ciò che era e di ciò che è diventato l’impero asburgico. Di qui l’affinità, a mio avviso, anche con La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, altro scrittore austriaco di chiara fama, di origine ebraica come Zweig.

Narrato in prima persona da Margaret, donna altolocata che vuole confidare un suo segreto alla vecchia amica Ellen, Un debito pagato in ritardo ha però uno sviluppo imprevisto e commovente giocato sulla rimozione freudiana, senza nulla togliere all’irreversibile declino dell’ex attore teatrale Peter Sturz.

Il libro, oltre alla novella, raccoglie altri quattro scritti dedicati al teatro, di cui Zweig, da buon austriaco, era innamorato. Si tratta di La voce. In memoria di Josef Kainz, vero e proprio racconto di atmosfera dall’andamento inquietante, scritto per celebrare la voce teatrale dell’attore austriaco Josef Kainz (1858-1910), e tre pezzi che Zweig scrisse sull’altro mattatore teatrale dell’epoca, Alexander Moissi (1879-1935). Corredano il libro i ritratti fotografici in bianco e nero dei due attori, più quello di Stefan Zweig a Ossining, stato di New York, del 1941.

Chiude il volume, il breve saggio Stefan Zweig e il teatro di Raoul Precht, che ha curato anche la traduzione dei cinque scritti di Zweig ivi presenti, tutti con testo originale a fronte.

 

Stefan Zweig, Un debito pagato in ritardo

Palingenia, 2026

Collana «I ponti»

170 pagine

28,00 euro