“Il potere non sogna. Comanda.” Il R.U.R. di Karel Čapek colpisce ancora

“Il potere non sogna. Comanda.” Il R.U.R. di Karel Čapek colpisce ancora

@Anna Di Mauro, 24 gennaio 2026

foto Antonio Parrinello

In una pregevole, scenografica culla con video proiezioni di algoritmi in salsa cibernetica, si consuma il dramma tragicomico tra umani e robot, mentre si sgrana davanti ai nostri occhi un futuro distopico annunciato nel 1920 dal drammaturgo ceco nel suo attualissimo “R.U.R. Rossum’s Universal Robot”, in scena alla sala Futura, con la traduzione e l’adattamento di Ottavio Cappellani, la brillante regia di Cinzia Maccagnano e un robusto cast in cui la coralità non impedisce di gustare le sfaccettature di ogni personaggio, finemente tratteggiato e opportunamente incastonato nell’ensemble.

La corrosiva vicenda, che inscena la paura ancestrale del rapido progresso tecnologico del nostro tempo, si svolge in un’isola immaginaria, dove gli uomini fabbricano robot che li sostituiscano nelle fatiche del lavoro.” Robota” è un termine ceco che significa “lavoro forzato” termine che l’opera introduce per prima nella cultura mondiale. La formula magica di questa creazione umanoide organica, frutto di una scientifica invenzione, è segreta. A smantellare lo scenario di crudele asservimento dei robot da parte degli umani giunge Helena, l’esuberante figlia dello scienziato, decisa a smantellare questa fabbrica di artificiosi e sconcertati esseri, in balìa dell’Uomo, che mira a sfruttarne le capacità, per poi distruggerli periodicamente.

foto Antonio Parrinello

La soave e agguerrita fanciulla, leader di un’associazione che ha sposato la causa degli inconsapevoli servitori del regime, sbandierando principi etici e umanistici, viene impalmata e aggiogata da Domin, direttore della Fabbrica, algido esecutore del sistema, mentre gli unici umani a farle compagnia, gli ingegneri Busman, cinico e ambizioso, e Alquist, teneramente dedito alla cura di piante e sentimenti, completano il cerchio in cui Helena si è chiusa, senza avere del tutto dimenticato il suo sogno di umanizzare i robot. L’introduzione nel loro sistema della percezione del dolore da parte di Busman, sollecitato dalla donna, finirà per scardinare il delicato equilibrio delle creature artificiali che si ribellano e ingaggiano una guerra distruttiva nei confronti dei loro creatori e dominatori, mentre la scintilla dell’umanità si materializza nei fiori di Alquist, che invoca la grande Madre Natura, la fatica, l’armonia del cosmo.

foto Antonio Parrinello

La paura della guerra e delle tecnologie sempre più avanzate e sofisticate, fantasmi del nostro presente, invadono il palcoscenico suscitando negli spettatori emozioni recondite o lasciate fuori dalla porta. L’opera infatti offre una riflessione, quanto mai vicina alle suggestioni della nostra realtà contemporanea, sui delicati e inquietanti rapporti tra Natura e Tecnologia, che viene resa con grande profusione di espedienti drammaturgici dalla regia della Maccagnano, abile ad orchestrare e vivacizzare la sovrabbondanza della meccanicità del testo, coadiuvata dal dinamico incastro di virtuosismi attoriali, dalla massiccia rappresentazione del cieco potere del Domin di Agostino Zumbo, alla frizzante ed esuberante Helena di Evelyn Famà, alla straordinaria prestazione robotica di Marina La Placa, nei panni dei Robot Silla e Radius, alla sagace Rita Fuoco Salonia, nei panni umani e robotici di Busman e Marius, all’umanissimo Alquist di Franco Mirabella.

L’ingegno umano teso alla felicità finisce per cadere nella sua stessa rete. Un monito profetico che lascia poco spazio alla speranza. Ma chi scrive nutre sempre una speranza. La penna dello scrittore gronda sogni e questo atto umano riesce a scalfire l’amarezza di una sconfitta annunciata.

R.U.R
Rossum’s Universal Robots

di Karel Čapek

traduzione e adattamento Ottavio Cappellani
regia Cinzia Maccagnano
scene Andrea Taddei
costumi Dora Argento
luci e video Gaetano La Mela
con Agostino Zumbo, Evelyn Famà, Franco Mirabella, Rita Fuoco Salonia, Marina La Placa
produzione Teatro Stabile di Catania

A Sala Futura CT
Fino a Domenica 25 Gennaio