“Le mie poesie non cambieranno il mondo” di A. Benini e F. Piccolo

“Le mie poesie non cambieranno il mondo” di A. Benini e F. Piccolo

@ Lucia Tempestini, 21 settembre 2023

The Poets light but Lamps –
Themselves – go out –

The Wicks they stimulate
If vital Light

Inhere as do the Suns –
Each Age a Lens
Disseminating their
Circumference –

Emily Dickinson

La poesia e l’amore sorgono, nascono da un’attitudine della mente, si innalzano prendendo movenze ariostesche, mentre enunciano le proprie forme aeree nei precisi settenari di Patrizia Cavalli. Entrambe queste entità vengono “istituite” dalle parole, dal loro inflessibile potere; la realtà tutta – quella che per questioni di comodo usiamo chiamare realtà – si ridurrebbe a immobile, frigida immanenza se non prendesse vita dalla parola e non ne fosse trasfigurata, acquisendo una molteplicità di sensi ulteriori.

foto di Paola Agosti

Tutto questo si dipana davanti ai nostri occhi, grazie allo stream of consciousness, colto e affabile, tessuto di immagini, rammemorazioni, dialoghi e pezzi di repertorio, pensato e montato con delicatezza e sapienza, che pervade il documentario biografico curato da Annalena Benini – da poco direttore del Salone del Libro di Torino – e Francesco Piccolo, presentato in settembre all’80. Mostra del Cinema di Venezia.

Rammemorazioni dal corpo proteiforme e madreperlaceo, fili di luce in movimento che si intrecciano e si respingono, come avviene nei testi teatrali di Shakespeare – così amato da Cavalli, incontrato casualmente dopo le letture di Tex Willer e spesso tradotto per gli allestimenti di Carlo Cecchi. Ricordi e riflessioni in presa diretta, inestricabilmente connesse con il sentimento di riconoscenza e insieme di dispetto nei confronti degli oggetti quotidiani – interlocutori rassicuranti e tuttavia segnati da un eccesso di evidenza: Ah, smetti sedia di esser così sedia!

Diane Kelder e Patrizia Cavalli

La vita meravigliosa fiorisce in ogni verso e in ogni elemento esterno: interni, minime variazioni della luce e delle condizioni atmosferiche, persino nei carciofi abbandonati al centro di una piazza, in una tessitura, spesso ironica e sempre musicale, di onde rifratte che discendono dalle vibrazioni woolfiane di Mrs. Dalloway.

Patrizia Cavalli gioca con il racconto di sé, parlando della sua pigrizia, della passione rovinosa per il gioco d’azzardo (da cui è guarita grazie al disgusto, più potente dell’amore) unita all’idiosincrasia per il denaro sudato, dell’incontro con la venerata Elsa Morante, dell’album di canzoni composte insieme a Diana Tejera – ed è un prodigioso “lasciatemi divertire” –, della malattia che la condurrà a morte.

Annalena Benini e Patrizia Cavalli

Parla diffusamente e con trasporto qua e là sarcastico delle affezioni amorose, delle ossessioni che proliferano nell’amore, respingendo i teatrini di coppia, le parole logorate dall’uso e in ultimo prive di senso, le tautologie e le cerimonie che asfissiano una relazione, non esclusa quella con la compagna storica Diane Kelder, professore emerito di Storia dell’Arte dal viso di tartarughina paziente. L’amore è forse il tema dominante nelle raccolte di Cavalli, sentimento informe e possente che si invera nel preciso istante in cui diventa condiviso slancio, rendendo vana e ridicola ogni “dichiarazione”.

Benini e Piccolo, sul finale, la seguono con discrezione in una passeggiata esitante in Campo de’ Fiori, registrando le sue lagnanze nei confronti degli orrendi sampietrini, colpevoli di rendere difficoltoso il cammino. Il fotogramma finale – la figura di Cavalli che si sfoca di spalle nel sole estivo – esprime miracolosamente la levità ricercata di un cantore senza pari del sempre aperto teatro dell’esistenza.

 

 

LE MIE POESIE NON CAMBIERANNO IL MONDO

Regia: Annalena Benini e Francesco Piccolo
Montaggio: Desideria Rayner
Produttori Esecutivi: Eleonora Savi Ivan Fiorini
Fotografia: Matteo Vieille Rivara
Fonici di presa diretta: Angelo Bonanni, Paolo Giuliani, Iacopo Pineschi
Mix & Montaggio Suono: Lorenzo Picerno
Musiche di Diana Tejera

Prodotto da: Domenico Procacci e Laura Paolucci

Una produzione: Fandango in collaborazione con Rai Documentari

Uscita: 14 settembre

Genere: documentario

Durata: 77 min

Paese: Italia