L’anarchia in palco con l’intramontabile capolavoro di Pirandello “Questa sera si recita a soggetto”

L’anarchia in palco con l’intramontabile capolavoro di Pirandello “Questa sera si recita a soggetto”

@ Anna Di Mauro, 6 aprile 2024

Assistere a una rappresentazione di uno dei vertici della produzione pirandelliana è sempre un’emozione. Se a questo aggiungiamo la regia di Nicola Alberto Orofino l’emozione è raddoppiata. Questo squisito dramma metateatrale del 1930, considerato la terza parte di una trilogia del teatro nel teatro dopo “Sei personaggi in cerca d’autore” e “Ciascuno a modo suo”, con cui Pirandello ha scardinato tutte le regole del teatro del ‘900, si avvale in questa pregevole edizione di una sapida e ironica interpretazione drammaturgica, ai limiti del grottesco, dove i piani di recitazione si intrecciano e si infittiscono via via sempre più, in un divertissement raffinato, fitto di melodie operistiche interpretate in scena in un delicato e suggestivo sound, per poi colludere esplodendo nel finale inatteso di straordinaria bellezza.
La novella pirandelliana da cui è tratta l’opera teatrale “Leonora, addio!” narra le vicende della famiglia La Croce di origine napoletana, in un paese della Sicilia, le cui discutibili abitudini libertine fanno storcere il naso ai benpensanti locali. La casa della signora Ignazia, madre di quattro belle figlie da marito, Mommina, Totina, Dorina e Nenè, è allegramente aperta alla frequentazione di alcuni militari, mentre il marito, detto Sampognetta per il suo vizio di fischiare sempre, è assente perché si è invaghito di una chanteuse e frequenta il locale dove la giovane donna si esibisce. Una sera il consorte rientra ferito a morte. La tragedia fa piombare la famiglia nella miseria. Mommina, dotata di una voce preziosa, amante del teatro, rinuncerà a tutto questo per sposare il gelosissimo ufficiale Rico Verri che chiuderà l’infelice in un brutale isolamento di cui sono vittime anche le due figliolette. Lo strazio della “prigioniera” farneticante sarà la mirabile scena conclusiva di questa amara vicenda.
Una storia come tante, nella Sicilia del primo Novecento, senonchè Pirandello la intreccia abilmente con la preparazione della sua rappresentazione da parte del regista, il Dottor Hinkfuss, autoritario e inflessibile, che vuole che si reciti a soggetto. La sua voce fuori campo con il mitico monologo sull’Arte e le sue molteplici forme e sulle possibili interpretazioni di ogni testo teatrale, ci introduce a uno spettacolo che si connota subito nella sua originalità. Gli attori vengono chiamati a presentarsi, rivelando le difficoltà e le ostilità per un progetto che non favorisce la loro vena interpretativa e il loro personaggio, il quale verrà fuori veramente solo quando, ribellandosi alla dittatura di Hinkfuss, gli attori riusciranno a scaraventarlo fuori dalla scena e dalla commedia.
Il dramma firmato da Orofino si avvale di una semplice e suggestiva scenografia “teatrale” in palco, con una spettacolare tenda rossa scintillante, poltroncine di velluto rosso, aeroplanini luminosi, cantante in vetrina, costumi eleganti in pendant, mentre fondamentale si rivela la sinergia di un cast brillante e coeso, su cui spiccano per i ruoli cardine il magistrale Hinkfuss di Miko Magistro, la rutilante partenopea di Barbara Gallo, la strepitosa Mommina di Egle Doria, il valido Sampognetta di Luca Fiorino, il passionale Rico Verri di Giovanni Arezzo, affiancati dalle esilaranti Totina di Lucia Portale, Dorina di Anita Indigeno, Nenè di Eleonora Sicurella, dalla macchiettistica degli ufficiali di Vincenzo Ricca, Daniele Bruno, Alberto Abbadessa, Luigi Nicotra, Alessandro Chiaramonte.
Notevole infine l’apporto musicale con le interessanti rielaborazioni di Giorgia Faraone che con la sua voce melodiosa ha eseguito in Soundtrack live le immortali musiche del “Trovatore”, altra opera dentro l’opera, in uno svelamento di scatole cinesi per la gioia degli occhi e del cuore.

 

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO
di Luigi Pirandello
con Miko Magistro
Egle Doria, Barbara Gallo, Giovanni Arezzo, Luca Fiorino, Lucia Portale, Anita Indigeno, Eleonora Sicurella, Giorgia Faraone, Daniele Bruno, Luigi Nicotra, Vincenzo Ricca, Alberto Abbadessa, Alessandro Chiaramonte
e con Amedeo Amoroso, Grazia Cassetti, Chiara Di Gregorio, Carmelo Incardona, Iris Concetta Lombardo
e con le piccole Arianna Garaffa e Marina Doria
regia Nicola Alberto Orofino
assistente alla regia Gabriella Caltabiano
scene e costumi Vincenzo La Mendola
rielaborazioni musicali e soundtrack live Giorgia Faraone
luci Simone Raimondo
produzione Associazione Città Teatro

Dal 4 al 13 Aprile al Piccolo Teatro della Città di Catania