L’Opera dei Pupi in carne, ossa e musica per celebrare la nascita di Carlo Magno

L’Opera dei Pupi in carne, ossa e musica per celebrare la nascita di Carlo Magno

 @ Anna Di Mauro, 13-11-2022

Pipino il Breve ph. Dino Stornello

Sulle scene da più di quarant’anni ritorna l’inossidabile commedia musicale di Tony Cucchiara, Pipino il Breve, che debuttò nel 1978 con grande successo in una inimitabile e irripetibile edizione allo Stabile di Catania, con la quale ora il Teatro della Città di Catania inaugura la stagione, all’insegna della tradizione. Questo spettacolo fuoriclasse festoso, variopinto, ripropone la storia intramontabile dell’Opera dei Pupi ispirata alla chanson de geste, facendo però un passo indietro rispetto all’epopea carolingia dei paladini di Francia, sul ritmo incandescente di musiche e testi ispirati e coinvolgenti. Attraversato da una vitalità prorompente, riproposto nel suo assetto originale, Pipino il Breve ci trasporta in quel tempo che fu, quando Berta filava, intrecciando l’originalità del racconto, tratto dai volumi di Giusto Lo Dico, alla musicalità elegante e pertinente, capaci di dar vita a una delle commedie musicali degli anni ’70 più amate non solo in patria ma anche all’estero.

Suddivisa in un prologo e 13 quadri, tra musica e dialetto siciliano si snoda la storia dell’avventuroso matrimonio di Pipino il Breve con Berta d’Ungheria, da cui nascerà il sovrano più celebrato del Medioevo: Carlo Magno.

Alla corte di Francia occorre un erede. Pipino anziano e senza stirpe decide di sposare la figlia del re d’Ungheria. Una delegazione si reca presso la corte ungherese dove i regnanti e la loro regale figlia accolgono benevolmente la proposta di matrimonio del re di Francia che affida ai delegati la ventenne e bella Berta, detta “dal Gran Piede” per via di questo unico e singolare difetto, per condurla in Francia, dove il matrimonio sarà celebrato. Durante il viaggio però l’ambiziosa Falista, la malvagia figlia del conte Belisario di cui sono ospiti, approfitta della sua somiglianza con la futura regina di Francia per sostituirsi a lei, complice il suo scudiero innamorato Marante, che porterà l’infelice Berta nel bosco per ucciderla. Trascorsi sette anni i regnanti ungheresi non avendo ricevuto più notizie della figlia si recano alla corte di Francia dove disperati scoprono l’inganno. Inizia la ricerca di Berta. Lo svelamento del suo destino grazie a un tappeto dove la poverina, graziata da Marante e accolta dal fedele cacciatore Lamberto, aveva intessuto la sua storia, favorisce il ritrovamento della giovane che potrà finalmente riabbracciare i genitori e lo sposo. Dalla loro unione regale “nasci lu re di li re Carlu Magnu!” in un commovente finale da fiaba dove tutti vissero felici e contenti, mentre il popolo inneggia alla gloriosa stirpe della Francia in un crescendo travolgente.

Pipino il Breve ph. Dino Stornello

La regia nel rispetto dell’impianto originale è di Giuseppe Romani. In scena un cast di Pupi umani (affascinanti le movenze degli attori impegnati costantemente in questa pantomima) che intreccia tradizione e novità. A Tuccio Musumeci, nel ruolo di Pipino il Breve da 45 anni con la sua intramontabile verve comica, si affiancano i due buffi regnanti d’Ungheria, Emanuele Puglia e Olivia Spigarelli, il fido Belisario di Cosimo Coltraro, la deliziosamente impacciata Berta di Lydia Giordano, la fremente Falista di Evelyn Famà, l’energica coralità del popolo di 11 infaticabili cantori-danzatori, e quattro musici, tutti in scena in un avvicendarsi di scene complesse dirette da Silvana Lo Giudice, in uno spazio scenico che però risulta un po’ esiguo rispetto all’imponenza del cast. Entrambi originari gli ingenui scenari, che riproducono quelli dell’Opera dei Pupi, e i costumi che rievocano, rielaborandoli, i classici temi medievali.

Lo spettacolo mantiene indubbiamente il suo fascino, dimostrandosi sempre attuale nel saper incontrare tutte le età e tutti gli strati sociali, coniugando la cultura popolare dei Pupi con la forza evocativa di musiche raffinate e incalzanti. Riproporlo è un rischio ma ha anche un merito, quello di un doveroso omaggio a un’opera che affonda le radici nella tradizione con incontestabile vitalità artistica.

 

PIPINO IL BREVE

Commedia musicale di Tony Cucchiara

Regia Giuseppe Romani

Con Tuccio Musumeci, Cosimo Coltraro, Massimiliano Costantino, Laura De Palma, Evelyn Famà, Lydia Giordano, Margherita Mignemi, Emanuele Puglia, Olivia Spigarelli

e con Dario Castro, Aurora Cimino, Francesca Coppolino, Lorenza Denaro, Andrea Di Falco, Alba Donsì, Gabriele Manfredi, Andrea Pacelli, Gabriele Rametta, Claudia Sangani, Giorgia Torrisi

Musici Flaminia Castro, Roberto Fuzio, Francesco Messina, Alessandro Pizzimento
Scene e costumi Francesco Geracà
Coreografie Silvana Lo Giudice
Musiche Tony Cucchiara
Coordinamento musicale Roberto Fuzio
Coreografa assistente Giorgia Torrisi

 

In scena al Teatro Brancati fino al 27 Novembre