Una favola amara per i poveri. “La Pasqua bassa” al Teatro Tor Bella Monaca di Roma

Una favola amara per i poveri. “La Pasqua bassa” al Teatro Tor Bella Monaca di Roma

@ Simona Almerini, 18-10-2022

La Pasqua bassa è un’espressione usata per indicare la Pasqua che cade nel mese di marzo, che secondo la credenza popolare è portatrice di sventura.

In questo caso sta per abbattersi su una normale famiglia di contadini pugliesi, all’indomani dell’8 settembre 1943. Tutti aspettano ansiosamente Pinuccio, partito soldato, ma il ritorno non sarà quello sognato, invece che sulle sue gambe il ragazzo tornerà su un carro da morto.

I due genitori, Peppino e Caterina non si danno pace. La loro esistenza è stata segnata dal sacrificio e dal sudore. Hanno fatto il loro dovere mandando il figlio di 22 anni a difendere la patria, come richiesto da Mussolini e allora perché tanta rabbia? Perché i due non riescono a trovare pace? Perché come recita Cristina Golotta (Caterina) nel suo toccante monologo, la guerra va bene finché sono i figli degli altri a morire, ma quando è tuo figlio ad essere sparato da un altro giovane, non riesci più ad accettarlo come un fatto naturale e imprechi contro quel Dio che l’ha permesso. Per Peppino e Caterina la religione è sacra, ma la morte di Pinuccio crea un cortocircuito che rimette in discussione tutti gli ideali e i rituali che hanno scandito la loro vita. Peppino, che ha raccolto il corpo del figlio vicino al mare, non riesce a sopportare questa perdita e a rassegnarsi come gli ha chiesto il parroco. È vero che anche Dio ha perso un figlio, ma poi lui è risorto. Mentre Pinuccio non è tornato, perché la resurrezione è una favola per poveri.

La regia di Roberto Nigri (che interpreta con commovente convinzione Peppino) si avvale di un collage multidisciplinare che rende più colorato il ritmo dello spettacolo. L’unico oggetto in scena è un lungo tavolo di marmo, simbolo del letto di morte che ci ricorda per tutta la durata della pièce il concetto di perdita. Sullo sfondo, uno schermo bianco, sul quale vengono proiettate delle ombre, evocative dello spazio interiore dei personaggi. Una cura dei dettagli che si percepisce anche nella scelta dei costumi, grigi ed essenziali, che rimandano a un passato povero e modesto ma che suggeriscono timidamente un futuro idealizzato dove le differenze di genere sono livellate. La prosa è arricchita con momenti di musica e danza che riconducono ad una tipica ambientazione meridionale.

Ma quella de La Pasqua bassa è una storia del sud Italia che assurge a storia universale, oggi pericolosamente attuale, nonostante il romanzo omonimo di Antonio Del Giudice (che ha collaborato alla stesura del testo teatrale) sia stato scritto nel 2009 e lo spettacolo abbia debuttato un anno fa, in tempi non sospetti, quando ancora la parola “guerra” non era ritornata nel linguaggio quotidiano e la parola “pace” si poteva pronunciare senza la necessità di giustificarsi.

Un’opera drammaticamente intensa che si conclude con una nota di speranza: la figlia Rita,  incoraggiata dalla madre, decide di partire per Torino per ricominciare una nuova vita. E il tableau finale, con Cristina Golotta e Liliana Randi che ballano insieme, ricorda inevitabilmente le donne iraniane, che in questi giorni lottano e danzano per la loro libertà.

LA PASQUA BASSA

Dal romanzo omonimo di Antonio Del Giudice
Riduzione e adattamento Roberto Negri e Antonio Del Giudice
Regia Roberto Negri
Aiuto regia Cecilia Guzzardi
Con (in o.a.) Cristina Golotta, Federica Pizzutilo, Liliana Randi, Giacomo Mattia
e la partecipazione di Roberto Negri
Scene Davide Sciascia
Costumi Rossella Ramunni
Musiche originali Marcello Fiorini
Suggestioni visive Malombra
Coreografie Silvia Franci
Luce e fonica Valerio Riondino
Realizzazione scene Area 5 Lab
Registrazioni Studio NSL
Organizzazione Flavia Ferranti

Produzione Tiberio Fiorilli