Storie di uomini e pupi. ‘L’ultimo degli Alagona’, un inedito di Nino Martoglio al cortile Platamone di Catania

Storie di uomini e pupi. ‘L’ultimo degli Alagona’, un inedito di Nino Martoglio al cortile Platamone di Catania

@ Anna Di Mauro (28-05-2021)

“L’ultimo degli Alagona”, opera in italiano di Nino Martoglio, è stata scelta come seconda produzione nel cartellone estivo “Evasioni” dal Teatro Stabile di Catania, che con questo spettacolo ha voluto dare un riconoscimento tangibile all’arte del puparo dei Fratelli Napoli e rendere omaggio a un doppio anniversario: nel 1921 moriva tragicamente Nino Martoglio e contemporaneamente nasceva la Marionettistica dei fratelli Napoli a opera del capostipite Gaetano Napoli.

La vicenda, narrata da un gruppo di attori e pupari interattivi, affonda le sue radici nell’ultima genia di una schiatta siciliana in declino: gli Alagona.

Al tempo dell’impresa dei Mille, l’ultimo dei cavalieri, il principe Blasco, avverte drammaticamente i segni di un cambiamento epocale. Il suo atteggiamento tutt’altro che gattopardesco spingerà principe dalla mentalità arcaica a chiudersi nel suo palazzo gentilizio palermitano, che risuona dei contrasti tra il principe e il figlio Filippo, ribelle e scanzonato. L’ultimo degli Alagona infatti ha abbracciato la fede rivoluzionaria e si è persino innamorato di una contadina. Passato e futuro si scontrano in una tenzone dai toni cupi, mentre nuovi aneliti gettano un seme di speranza nella travagliata vicenda, all’orizzonte del nuovo millennio.

Nell’incipit Martoglio che si trova a Roma, vuole esplorare nei meandri della sua lontana Sicilia i segni del cambiamento. Decide così di inviare a Palermo una maschera della tradizione catanese del Teatro dei pupi.  La storia degli Alagona rivive attraverso la schietta e saggia voce popolare di Peppinino do Furtinu, riportando in luce, tra momenti di umorismo e squarci di storie della tradizione del teatro dei pupi, voci e volti sepolti dall’oblio. A snidarli dal loro antro segreto la penna di Martoglio che lo scrisse e diresse nel 1908, rinnovata dall’adattamento drammaturgico di Nino Bellia e Alessandro Napoli, dalla regia di Elio Gimbo, sempre originale e dinamica, e dalla straordinaria commistione di tradizione e innovazione della Marionettistica dei Fratelli Napoli.

Il risultato è un fresco e vivo mixage che sfida il tempo, un ermafrodita, come lo definisce il regista, che ha dimostrato sin dalle prime opere la valenza di questa sperimentazione che fa dialogare il legno con la carne fin dal 1994, e che gode di un’impostazione ormai collaudata tra la Marionettistica e Fabbricateatro, diretto da Elio Gimbo. Innervando il “pupo” siciliano nella fragilità umana,la scelta drammaturgica coglie la forza epica della tradizione, resa materica dai corpi vivi e palpitanti degli attori, trasportandoci in quel sottile confine tra realtà e immaginazione che è incantamento. E’ un teatro che ha scelto di scarnificare la finzione, sfrondandola dalla retorica dell’azione degli straordinari manianti e delle imponenti voci un tempo celata dietro le quinte, rivelata ora davanti al pubblico, soggiogato dalla possibilità di vedere tanta profusione artistica.

Ben lontano dal pupo pirandelliano di Ciampa, dove la serrata elaborazione del grande girgentino connota l’uomo nel suo volto degradato di maschera lasciando aperto un interrogativo: chi siamo veramente dietro la maschera? qui il pupo è un potente alter ego che gioca apertamente con la finzione, immortalando ciò che si corrompe e muore.  Lo svelamento dei segreti del puparo in scena spinge a svelare i segreti dell’attore, custoditi nel palco sempre in bilico tra finzione e realtà, in un gioco di specchi che rimanda a “Las Meninas” di Velazquez. La realtà si amplifica, ma non soggiace al destino della conclusione. La questione rimane aperta, come la scena in cui vediamo la storia dell’ultimo degli Alagona protendersi verso un futuro che è Donna.

Rivoluzione e cambiamento sono i veri protagonisti di questa pièce dove lo scanzonato Filippo di Francesco Bernava e la ferrigna Maria di Lucia Portale dialogano con i magnifici pupi, a cui hanno dato superbamente voce Fiorenzo Napoli, Davide Napoli e Agnese Torrisi, interfacciandosi, accompagnati da un tessuto musicale dove i canti della Violante di Cinzia Caminiti, dalle movenze e dai toni sciamanici, si sposano felicemente con melodie sudamericane. Il risultato è uno spettacolo affascinante e coinvolgente, sulla soglia di un teatro “nuovo” e “antico” al tempo stesso, che ha saputo magnificamente rigenerarsi, conservando tutta la forza del patrimonio culturale della tradizione.

 

 

L’ULTIMO DEGLI ALAGONA

di Nino Martoglio

 

Adattamento di Nino Bellia e Alessandro Napoli

Regia di Elio Gimbo.

 

Con

Francesco Bernava, Cinzia Caminiti, Lucia Portale

 

La Marionettistica dei Fratelli Napoli:

Alessandro Napoli, Fiorenzo Napoli, Davide Napoli, Dario Napoli, Agnese Torrisi, Giacomo Anastasi.

 

aiuto regia Simone Raimondo

scenografie Bernardo Perrone

luci   Gaetano La Mela

audio Luigi Leone

 

Produzione Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Fabbricateatro

 

Al Palazzo della Cultura di Catania fino al 30 Maggio