Il nichilismo di ‘Enrico IV’ al Teatro Argentina di Roma

Il nichilismo di Enrico IV

ROMA – Un nobile partecipa ad una cavalcata in costume dove tutti gli invitati si vestono come personaggi storici. Cade da cavallo, batte la testa e quando si rialza si convince di essere veramente Enrico IV, imperatore tedesco vissuto nell’XI secolo. Gli amici che erano alla cavalcata decidono di prolungare la finzione travestendosi da personaggi del passato e alimentando la sua follia.

La vicenda è ambientata vent’anni dopo la caduta a cavallo. Quello che però non si sa e si scopre solo successivamente è che da 8 anni il protagonista è rinsavito, ma ha deciso di portare avanti la farsa perché ormai si sente totalmente alienato dalla propria identità.

Enrico IV è un testo emblematico sulla follia e sulla maschera pirandelliana. Al centro, come in altre opere dell’autore siciliano, c’è il contrasto tra realtà e finzione, che porta l’essere umano a indossare delle maschere nella vita di tutti i giorni. Per Pirandello il teatro paradossalmente diventa il luogo in cui toglierle e svelare l’ipocrisia che si cela dietro le convenzioni sociali. Una visione dell’esistenza che tende al nichilismo, nonostante non manchi mai l’umorismo, che nella concezione pirandelliana è uno squarcio improvviso sul velo dell’illusorietà.

Carlo Cecchi, fiorentino di nascita e napoletano d’adozione, è uno dei grandi nomi del teatro italiano che ha collaborato con Eduardo De Filippo e che come attore e regista si è cimentato con autori come Shakespeare, Büchner, Molière, Pinter, Bernhard e naturalmente Pirandello, che conosce molto bene. Al cinema ricordiamo invece le sue straordinarie interpretazioni in Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone e Miele (2013) di Valeria Golino.

L’aspetto più rilevate di questa messa in scena è il doppio gioco drammaturgico sul testo originale che crea numerosi riferimenti metateatrali, che portano Cecchi ad ammiccare al presente e a improvvisare: a volte si ha la tenera convinzione che Edoardo Coen, non faccia solo finta di suggerire le sue battute al regista. Una messa in scena molto snella e ritmata che forse risente dei continui cambi di scena. La scenografia al centro del palco, infatti viene girata e smontata continuamente da due attrezzisti, operazione che rende un po’ confusionario uno spettacolo già di per sé complesso.

ENRICO IV

Drammaturgia: Luigi Pirandello

Adattamento e Regia: Carlo Cecchi

Attori: Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Chiara Mancuso, Remo Stella, Vincenzo Ferrera, Dario Caccuri, Edoardo Coen, Davide Giordano

Scene: Sergio Tramonti

Luci: Camilla Piccioni

Costumi: Nanà Cecchi

Produzione: Marche Teatro