Libri come trincea spirituale all’orrore della guerra

Libri come trincea spirituale all’orrore della guerra

@ Francesca Nepori, 21 giugno 2026

Il saggio collettaneo Libri in fuga. Leggere e studiare mentre il mondo brucia. Europa, Italia 1939-1945, pubblicato da Il Mulino nel 2024 con il contributo del Ministero della Cultura, nasce dalla sinergia scientifica di due studiose dell’Università di Bologna: Chiara Conterno, docente di Letteratura tedesca esperta in analisi filologica e scritture d’esilio, ed Elena Pirazzoli, ricercatrice attenta alla storia della memoria, alla cultura visiva e alla materialità dei luoghi traumatici del Novecento. Insieme, le curatrici riescono a trasformare il fortunoso ritrovamento, avvenuto nel 2002 in una cantina modenese, di due casse di legno contenenti 94 libri superstiti  in una potente riflessione universale sul valore della cultura nei momenti di massima crisi. Questi volumi facevano parte di una vera e più ampia biblioteca fornita dalla DELASEM, la Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei. Nata paradossalmente sotto il fascismo nel 1939 per gestire l’emigrazione degli ebrei stranieri, questa straordinaria rete di assistenza civile si trasformò, dopo l’8 settembre 1943, in una delle più importanti organizzazioni clandestine di salvataggio degli ebrei in Italia. I libri della DELASEM accompagnarono il cammino di 73 giovani profughi ebrei, rimasti orfani o separati dalle famiglie, che dopo una drammatica fuga dai territori austro-tedeschi e dai Balcani trovarono un temporaneo rifugio a Villa Emma, una residenza estiva alla periferia di Nonantola, tra l’estate del 1942 e l’autunno del 1943.

Evitando con rigore ogni retorica consolatoria, Conterno e Pirazzoli dimostrano come la scuola autogestita e la lettura all’interno di Villa Emma non fossero un semplice passatempo o un’evasione dalla realtà. Al contrario, lo studio della letteratura, delle lingue e della storia rappresentava una forma radicale di resistenza biologica e politica. In un’Europa dominata dal progetto nazista di de-umanizzazione sistematica, preservare l’universo mentale, pedagogico e linguistico di quei ragazzi significava difendere strenuamente la loro integrità psichica e la loro dignità di esseri umani. Quando l’occupazione tedesca rese la permanenza a Villa Emma una trappola mortale, la solidarietà corale dei cittadini di Nonantola, guidati dal medico Giuseppe Moreali e dal sacerdote don Arrigo Beccari, permise di nascondere i giovani e di farli fuggire oltre il confine svizzero, salvandoli dal destino dello sterminio. Tutti i ragazzi di Villa Emma sopravvissero alla guerra, tranne uno: Salomon Papo, malato di tubercolosi, che dovette essere ricoverato in ospedale, dove fu catturato dai nazisti e deportato ad Auschwitz. Per il loro eccezionale coraggio, don Arrigo Beccari e il dottor Giuseppe Moreali sono stati insigniti del titolo di Giusti tra le nazioni a Yad Vashem.

Il volume si muove con straordinario equilibrio tra la ricostruzione filologica di quel microcosmo emiliano e il più ampio orizzonte della devastazione culturale europea, segnata dalla spoliazione delle grandi biblioteche ebraiche e dall’esilio degli intellettuali. Sebbene la natura collettanea dell’opera esponga talvolta il lettore a inevitabili cambi di passo tra i diversi contributi specialistici, la solida cornice teorica imposta dalle curatrici ricompone ogni frammento. Libri in fuga si configura così come un testo interessante, che con una lucidità tagliente parla anche al nostro presente, ricordandoci che salvare i libri e il diritto alla conoscenza coincide, ieri come oggi, con il salvataggio stesso dell’essere umano.

Libri in fuga. Leggere e studiare mentre il mondo brucia. Europa, Italia 1939-1945, curato da Chiara Conterno ed Elena Pirazzoli per i tipi de Il Mulino, 2024.