L’addio monti della fioraia-detective
@Lucia Tempestini, 6 aprile 2026
Rosa Teruzzi, giornalista esperta di cronaca nera, autrice e caporedattrice della trasmissione Quarto grado fino al 2025, vive fra Milano e Colico, sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario.
Per una di quelle frequenti sovrapposizioni fra letteratura e vita, anche Libera, protagonista della serie gialla ideata dalla Teruzzi, abita e lavora tra l’Alzaia del Naviglio Grande e il Giambellino in un casello ristrutturato (con magazzino annesso, trasformato da Libera in un piccolo, caotico laboratorio dove assembla le sue creazioni floreali).
I delitti sui quali indagano Libera, la madre Iole, eterna hippie disinibita e la figlia Vittoria, poliziotta schiva piuttosto burbera, a cui si aggiungono la cronista di “nera” Irene e il suo caporedattore Cagnaccio, pur nell’efferatezza offrono al lettore numerose controscene da commedia alla Risi o alla Monicelli.
La narrazione si mantiene così in aureo equilibrio fra dramma e fantasticheria felliniana. In particolare, nell’irresistibile Ultimo tango all’Ortica, gli assidui frequentatori della storica balera milanese vengono osservati con un grandangolo letterario che riesce a isolarne vezzi e ossessioni, fino a portarne in superficie la natura di caratteri esemplari: la Katy, regina del tango (come non pensare alla Malpensa di Beppe Viola, che balla senza appoggiare i piedi per terra?), l’ortolano Luigi – il Tony Manero delle zucchine -, il pubblicitario italo-svizzero Carlo Viserbelli, sciupafemmine stalker e vittima di un misterioso omicida, e cento altri.
A rendere prezioso il microcosmo del Casello è l’aspirazione dell’autrice a raccontare con finezza e misura le semplici verità umane che vi si agitano, e le ragioni a volte imperscrutabili o sordide dei molti personaggi, senza eccessi di moralismo, e il più delle volte con un atteggiamento aperto al sorriso.
Basta abbandonarsi alla voce così essenziale di Rosa Teruzzi – abilissima nel toccare con garbo d’antan le corde della nostalgia, della solitudine creativa, dei sentimenti inespressi, delle cose solo apparentemente piccole, in un costante dialogo con gli elementi naturali, cui è demandato il compito di enucleare i pensieri di Libera – per cogliere, in filigrana, il formarsi di mille riverberi provenienti dalla stratificazione di decenni di cultura milanese: gli “amori di contrabbando” di Jannacci, il nerore di Scerbanenco, la nebbia lattiginosa del Giambellino che Testori rende viva, e tutti gli operai, aspiranti ciclisti, pugili falliti, prostitute innamorate che popolano le sue pagine. Queste suggestioni vorticanti arrivano a evocare con un sussurro schivo, quasi timido, e con una levità emozionante, lo spirito dell’addio monti manzoniano: un disegno dell’affanno provocato dalla distanza sempre più grande che separa Lucia dalla scaletta in pietra della casa natìa; un presagio d’esilio capace di trasformarsi in riepilogo di ogni ansa del lago, affinché la memoria dell’identità possa sopravvivere ovunque.
Il 21 aprile uscirà in libreria il nuovo titolo della serie “I delitti del Casello”: Trappola nella nebbia, Sonzogno ed.
Gli altri romanzi del Casello:
La sposa scomparsa
La fioraia del Giambellino
Non si uccide per amore
Ultimo tango all’Ortica
La memoria del lago
Ombre sul Naviglio
Gli amanti di Brera
Il valzer dei traditori
La ballata dei padri infedeli


