Il bagno della letteratura assoluta

Il bagno della letteratura assoluta

@Antonio Castronuovo, 24 gennaio 2026

Se una persona ama scrivere, ha certamente provato la bella sensazione della divagazione associativa: leggere un’opera armati di moleskine e di penna e lasciar correre il pensiero, farlo salpare lontano dalla pagina prendendo appunti, parlando d’altro, traendo dai singoli passi gli stimoli per deviare altrove. Mi concedo un esempio personale: una cosa del genere mi accadde molti anni fa leggendo un bel saggetto biografico su Paolina Leopardi, sorella di cotanto fratello. La musa della divagazione mi visitò lungo tutte le pagine e produssi un intero quadernetto di osservazioni: in pratica da un piccolo libro (quello su Paolina) sorse un altro piccolo libro di meditazioni e commenti (il mio quadernetto su Paolina). In quel caso il mio lavoro restò inedito ed è oggi uno delle decine di quadernetti che ho accumulato. Nel caso invece di Miklós Szentkuthy che legge le Memorie di Casanova – massima incarnazione del libertino settecentesco – l’assunzione di quel testo come perno su cui incardinare il proprio pensiero, il prodotto insomma delle sue divagazioni associative è diventato un libro, e che libro: A proposito di Casanova, pubblicato da Adelphi a fine 2025.

Ora, le Memorie – a mio giudizio uno dei libri più belli del Settecento italiano, affiancabili (con prudenza) al gemello minore delle Memorie di Goldoni – sono una diramata galleria di volti e situazioni. Tutti possono godere l’arguzia delle sue pagine, non tutti invece, che non siano colpiti dal tarlo della scrittura, possono percorrerne i cento cunicoli divagando in un centinaio di commenti. Cosa che appunto ha fatto Szentkuthy con questo suo arcobaleno di talentuosi commenti.
Gli esempi si sprecano, e ne colgo uno a caso, il punto in cui l’autore annota come il mattino sia un tempo che occupa la memoria del nostro giovane libertino, e il mattino è il tempo dell’amore, che inizia col rito del bagno, zuccheroso punto di equilibrio «tra la forma anarchica e quella civilizzata dell’amore»; è la conciliazione dei suoi lati animale e cerimoniale. Mai l’amore è stato tanto dissoluto e libertino, e nel contempo mai così elegante e mascherato come in Casanova.

Il commento sui tanti bagni possibili, è uno dei tanti punti aggraziati di questo libro-saggio: «Che spettacolo, la gamma dei vari ‘bagni’: dal bacile dell’infanzia alla tinozza della giovane contadina, fino alla piscina dell’harem di Costantinopoli, dove odalische turche sguazzano al chiaro di luna di mezzanotte. Il bagno è pulizia: battesimo e igiene in una volta. Il bagno è vanità: le donne si specchiano nella placida superficie del lago. Il bagno denuda, dunque è gioco erotico. Il mito delle ninfe e la civiltà dell’igiene si inseguono. Davvero, quanto avevano ragione le monache medievali nel considerare una cosa sola la pulizia e l’amore».

È solo un punto minimo di questo magnifico saggio multicolore, esperimento riuscito di lettura che deflagra in mille bagliori analogici, prova che la mente del lettore non segue la retta della logica ma la sfera concava delle libere, magnetiche suggestioni. Fermiamoci a meditare su cosa sono i grandi libri di Roberto Calasso, mente generativa di Adelphi: tutti saggi di divagazione associativa, dalla prima Rovina di Kasch fino ai grandi volumi dedicati alle nozze di Cadmo e Armonia, al senso della mente di Kafka o della vita di Baudelaire. C’è un’intera, segreta teoria letteraria che sgorga da quelle opere. Una dottrina sulla letteratura che genera letteratura, in altre parole una scienza della letteratura assoluta. Si ripete il miracolo originario di questa casa editrice: il senso di un singolo libro è il senso stesso dell’intero catalogo.

Miklós Szentkuthy, A proposito di Casanova, Adelphi, 2025