Dopo ventiquattro anni una spettacolare “Aida” al Bellini di Catania

Dopo ventiquattro anni una spettacolare “Aida” al Bellini di Catania

@ Anna Di Mauro, 30 gennaio 2026

All’insegna della bellezza ricercata, della vivacità coreografica, della qualità delle voci, della pregevolezza dell’esecuzione musicale, questa “Aida” 2026 inaugura degnamente il cartellone della nuova stagione. L’opera si avvale di un testo ricco e complesso, di una musica straordinaria, dove il tema dei contrasti tra sacro e profano, terreno e spirituale, trova piena esplicazione nell’attenta e armoniosa regia di Marco Vinco, che ne ha curato la centralità, coadiuvato dalle suggestive scenografie, semplici ma giocate su vari piani dominati dal nero e dall’oro, mentre sullo sfondo si stagliano geometriche ombre piramidali e altre simbologie tradizionali, ma innervate da innovativi dettagli miscelati con gusto e competenza, su cui spiccano i cromatismi dei variegati e ricchissimi costumi: in uno sgargiante rosso Aida, in un algido azzurro Radamès e Amneris, in nero e oro il coro. Le coreografie si snodano costantemente tra acrobazie, funambolismi, metamorfosi, giocando un ruolo fondamentale nel contrasto tra l’umanità dei protagonisti e la ieraticità dei danzatori, spesso in pose evocative dei geroglifici, in un dialogo simbolicamente pregnante, su cui si articola una toccante drammaturgia dove Amore e Morte si intrecciano felicemente in un indissolubile nodo di forte sapore romantico.


L’Antico Egitto è la culla del nostro dramma. Aida, principessa etiope in incognito prigioniera degli egizi e prediletta schiava di Amneris, la figlia del Faraone, ama riamata Radamès, grande condottiero dell’esercito egiziano, che ha sconfitto gli Etiopi, condotti in schiavitù. Anche Amneris ama Radamès, ma sospetta dell’amore tra i due. Ne cerca la conferma e avutala, inizia ad odiare la fanciulla, ignorandone la reale condizione. Intanto il re Amonraso, padre di Aida, attacca con il suo esercito l’Egitto per liberare la figlia e vendicare l’oltraggio subito dal suo popolo. Sconfitto ancora una volta da Radamès, a cui il Faraone in premio ha concesso la mano della figlia Amneris, il re avendo compreso la relazione infausta tra Aida e Radamès, impone alla figlia di ignorare il suo amore e di cospirare per salvare il suo popolo. Aida dolente e straziata obbedisce. In un colloquio con l’infelicemente amato lo persuade a rivelargli le sue strategie di guerra. Accusato di tradimento, il prode condottiero, nonostante il tentativo di salvarlo di Amneris, viene condannato: sarà sepolto vivo. Nella tomba Radamès troverà Aida, sfuggita alla rappresaglia contro gli Etiopi. Morto suo padre in battaglia, all’infelice non resta altro che condividere la sorte dell’amato, una morte ingiusta e straziante che unisce le due anime per sempre. Ritorna nella memoria Antigone, sepolta viva da Creonte per aver dato sepoltura al fratello, la guerra, i conflitti tra legge umana e legge divina, lo strazio di un popolo asservito, i sentimenti conflittuali tra amore e patria. Le melodie verdiane rendono perfettamente questo accostamento, innalzando le umane vicende al riscatto spirituale.


Di questa edizione fanno un fiore all’occhiello dell’Ente lirico catanese il raffinato allestimento a cura di Guido Buzanga, la inusuale e affascinante messinscena coreografica di Filippo Stabile, la notevole presenza scenica e la voce impeccabile dei protagonisti dal timbro pastoso dell’Aida di Oksana Dyka, alla squillante potenza del Radamés di Jorge de León, alla cupa profondità dell’Amonraso di Franco Vassallo, all’acutezza dell’Amneris di Nino Surguladze, che hanno eseguito con raffinata potenza arie celeberrime da “Celeste Aida” a “Ritorna vincitor”, a “ Patria mia”, al duetto finale “O terra addio” coronate dall’accurata esecuzione dell’orchestra diretta da Fabrizio Carminati, culminante nell’esecuzione con sei trombe egiziane della mitica “Marcia trionfale”.
Meritati applausi e univoci apprezzamenti hanno salutato l’imponente melodramma che ritorna in scena al Bellini dopo ben cinque lustri dalla sua ultima rappresentazione. Un’assenza felicemente colmata.

AIDA
Opera in quattro atti di Antonio Ghislanzoni
Musica di Giuseppe Verdi
Direttore Fabrizio Maria Carminati
Regia Marco Vinco
Scene e costumi Guido Buganza
Coreografia Filippo Stabile
Maestro del coro Luigi Petrozziello
Compagnia Create Danza
Nuovo allestimento scenico
Con:
Aida Oksana Dyka/Valentina Boi
Radamès Jorge de León/Aleksandrs Antonenko
Amneris Nino Surguladze/Irene Savignano
Amonasro Franco Vassallo/Alberto Gazale
Ramfis Insung Sim/Simón Orfila

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Massimo Bellini

Al Teatro Massimo Bellini di Catania fino al 28 Gennaio