Umane e divine fragilità ne “Il Pomo della discordia” in palco al GAM di Catania
@Anna Di Mauro, 7 settembre 2025

Da dove hanno origine le guerre, i conflitti, i conati distruttivi del genere umano? Ve lo siete mai chiesto? Dalla nostra natura bellicosa? Ma no! Ecco svelato il mistero: dalla vendetta di Eris! Sì…la dea greca, irascibile, perniciosa, permalosa, afflitta da complessità umorali, seminatrice di discordie, tanto da essere evitata come la peste dai suoi “colleghi” e consanguinei. Reinterpretando il mito, nello spettacolo “Il Pomo della discordia”, l’attrice e drammaturga Luana Rondinelli, tra il serio e il faceto illustra agli uomini come sono andate le cose. Siamo nell’Olimpo, dove si celebra il matrimonio di Teti e Peleo. Quattro litici troni, evocativi di lapidi cimiteriali, tre figure muliebri inguainate in luccicanti abiti e imparruccate in sontuose toilettes: cantano, mangiano, altercano. A indossare i divini panni sono nientepopodimenochè: Afrodite, Era, Atena, a cui si aggiungerà Eris, che non è stata invitata…
La quarta temuta dea della Discordia, sentendosi oltraggiata, decide di vendicare l’offesa, istigando la madre e le sorelle a rivaleggiare per la conquista della Mela d’oro del giardino delle Esperidi. L’aureo frutto, lanciato da Eris sulla tavola delle nozze, destinato alla più bella, viene assegnato dal principe troiano Paride ad Afrodite, solleticato furbescamente dalla dea dell’Amore, che in cambio gli ha promesso la spartana Elena, la donna più bella di tutta la Grecia, moglie di Menelao, il cui rapimento è causa della guerra tra greci e troiani. Dall’ambito pomo ha dunque inizio la discordia tra gli uomini, che porterà lutti, rovine e dolore nel mondo. Tutta colpa di una piccola mela che, biblicamente si sa, non porta bene. Stars di mitica memoria, le quattro dee dominano incontrastate la scena di questo spettacolo rigorosamente al femminile, tra l’andirivieni di fantasmatiche divinità mascoline, evocate dalle divine.

Ridicolizzate, vacue, vanesie, tronfie e iperdecorate, le olimpiche creature sgusciano dai loro seggi regali indugiando in un linguaggio misto di dialetto siciliano e lingua, provocando il riso, per poi inalberare la loro potenza, alternando costantemente i due registri, con effetti comici e dirompenti. Divinità dai contorni slabbrati, alle prese con il loro lato oscuro, scese dal loro piedistallo, riversano dall’otre stracolmo dell’anima umanissime fragilità e sofferenze, come già nella trascorsa drammaturgia della Rondinelli, da “Giacominazza” a “Taddrarite” a “Penelope.
L’Odissea è fimmina”, dove la condizione femminile si apre a nuove prospettive, liberandosi dalle costrizioni sociali. Il mito in chiave ironica e la cruda realtà di un angosciante presente belligerante, punteggiato dall’amarezza di cupe riflessioni, sono gli ingredienti del cocktail di questo apprezzabile lavoro teatrale della Rondinelli, qui anche nel ruolo della vanesia Afrodite, che si avvale della sempre fresca e dinamica regia di Nicola Alberto Orofino, delle accurate scenografie e costumi di Vincenzo La Mendola, della fertile interpretazione delle esperite attrici Barbara Gallo, Laura Giordani, Egle Doria, rispettivamente nei ruoli della traditissima Era, della iper razionale Atena, della tenebrosa e furibonda Eris. Ne è scaturita una gustosa rielaborazione, dove al disagio della condizione femminile si affianca l’infausto cammino della violenza, con un esplicito richiamo alle guerre che insanguinano il nostro presente. Il collegamento è amaramente inevitabile. Il genere umano continua a farsi guerra dalla notte dei tempi. Tutta colpa degli dei, si sa!
La dimensione ironica del mito, pur provocando il riso, non alleggerisce il nostro grave fardello, non ci soccorre, non ci conforta, non ci blandisce nella considerazione della fallacia dell’umana natura, anzi ne acuisce le ferite, tra i luccichii dei lussureggianti costumi e le battute salaci, nella dimensione di un tempo senza tempo. L’Olimpo scricchiola…e anche noi.
IL POMO DELLA DISCORDIA
Drammaturgia di Luana Rondinelli
Ideazione e Regia Nicola Alberto Orofino
Con
Barbara Gallo, Egle Doria, Laura Giordani e Luana Rondinelli
Scene e costumi Vincenzo La Mendola
Produzione Madè
Al GAM di Catania

