Teatro Filodrammatici Milano / Festival Lecite Visioni / Venerdì 21 ore 19.30 ‘Gentleman Anne’

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La sfida che ci troviamo di fronte oggi con la riapertura dei teatri è una sfida complessa e nello stesso tempo necessaria. Durante questa pandemia abbiamo scoperto la fatica dell’isolamento e il dolore della solitudine, ci siamo trovati nella condizione obbligata di diffidare dell’altro e questo non ha fatto che amplificare il nostro senso di fragilità e paura.

Sempre più pressante sentiamo quindi la necessità di affrontare il tema dell’incontro che il teatro, con la sua capacità di creare comunità attraverso una narrazione condivisa, può trasformare in una progettualità sul futuro inclusiva e innovativa.

L’incontro tra sensibilità differenti, lo sradicamento del pregiudizio e il bisogno che l’amore in tutte le sue forme abbia cittadinanza nella progettazione di un futuro da reinventare, sono stati fin dal principio il motore che ci ha spinti a ideare nel 2012 il festival lecite/visioni. E sono queste istanze che oggi più che mai ci portano a considerare il festival un appuntamento fondamentale perché una comunità ricominci a ritrovare se stessa.

Sarà quindi un festival all’insegna, come sempre, dell’inclusione e del confronto e che cercherà, accanto agli spettacoli teatrali, anche “altre visioni” che possano ulteriormente raccontare la ricchezza del mondo LGBT+.

 

Tommaso AmadioBruno Fornasari
Direzione artistica del Teatro Filodrammatici di Milano

Quello che proponiamo al pubblico è un viaggio nel tempo: s’inizia ai primi dell’Ottocento con Gentleman Anne di Magdalena Barile, diretto e interpretato da Elena Russo Arman: Anne Lister, lesbica e protofemminista inglese, ha l’ardire di sposare un’ereditiera. Passa più di un secolo e ci immergiamo nella repressione omofoba del regime fascista con Ricino, scritto da Antonio Mocciola e Pasquale Marrazzo che ne firma anche la regia.

In piena guerra arriviamo poi nella Napoli del 1943: a combattere i tedeschi ci sono anche i femminielli, protagonisti di La resistenza negata, testo vincitore del Premio Carlo Annoni 2020 di cui l’autore Fortunato Calvino cura la mise-en-espace.

Nel Canada degli anni ‘80 è ambientato A casa con Claude di René-Daniel Dubois, regista Giuseppe Bucci, dove assistiamo al drammatico confronto tra un poliziotto e un seduttivo escort. Eccoci, infine, al nostro presente con Allegro, non troppo, stand-up-comedy ideata da Mariano Lamberti che, con Lorenzo Balducci in scena, mette alla berlina ipocrisie e contraddizioni dei soliti famosi.

Mario Cervio Gualersi
Direzione artistica del festival lecite/visioni

 

venerdì 21 maggio, ore 19:30

GENTLEMAN ANNE

di Magdalena Barile
con Elena Russo Arman e Maria Caggianelli Villani
luci Matteo Crespi scene Elena Russo Arman costumi Elena Rossi
musiche di Alessandra Novaga
regia di Elena Russo Arman

PRIMA NAZIONALE

Anne Lister, soprannominata Gentleman Jack, è una gentildonna vissuta nel primo Ottocento in Inghilterra. I suoi diari intimi sono oggetto di studi e hanno ispirato due serie televisive. In un’epoca in cui le donne non avevano “le parole per dirlo” e l’omosessualità femminile non era lontanamente immaginabile, Anne Lister ha creato il mito di se stessa, fino al coronamento di un ideale di libertà: il matrimonio con Ann Walker, ereditiera e sua vicina di casa. Gentleman Anne segue il filo sottile della seduzione al femminile cucendo insieme due epoche diverse in un gioco di rimandi e rivelazioni.

Nell’800 la coppia di nobildonne inglesi vive il proprio amore, oggi una professoressa di letteratura e la sua allieva provano, ognuna a modo suo, a essere se stesse. Gli studi di genere applicati con fantasia e spregiudicatezza generano paradossi e riflessioni sul rapporto fra arte e sessualità, identità e libertà.
Le sorelle Brontë erano tutte lesbiche? Jane Austen era un travestito? E se Virginia Woolf fosse stata un uomo?

Author: Redazionale

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