Mattia e il segreto del Castello. ‘I misteri del Lago Nero’ di Luca Occhi, Pelledoca editore

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I MISTERI DEL LAGO NERO

€16,00 – 200 pagine ISBN 9788832790320

di Luca Occhi

Mattia, rimasto orfano, vive con il nonno in un paesino fra le montagne, affacciato sul Lago Nero. Tutto quel che desidera è passare un’estate spensierata, giocando a basket nel campetto dell’oratorio, in attesa che riaprano le scuole. Il maresciallo Augusto Zanella, in quello stesso paesino, vi è invece stato trasferito da pochi mesi. E cerca solo un po’ di tranquillità, lontano dal proprio passato. Il rinvenimento in riva al lago, nel giro di pochi giorni, di due cadaveri dilaniati sconvolgerà le vite di entrambi. Perché Mattia la notte del primo delitto, avventurandosi lungo le sponde del Lago Nero, ha visto qualcuno. E qualcuno ha intravisto lui, anche se Mattia non lo sa. Perché il maresciallo Zanella è affetto da una bizzarra forma di idrofobia, e il continuo incombere del Lago lo fa stare male. E a quelle morti misteriose non riesce a dare una spiegazione logica, la sola che sia disposto ad accettare. Perché Castel Nero, e i suoi abitanti, custodiscono un segreto. E sono restii a condividerlo con chi viene da fuori. Presente e passato, realtà e leggenda, finiranno così con l’intrecciarsi. Come le vite di Mattia e del maresciallo Augusto Zanella. Sino a scoprire, assieme, che nulla è come sembra. O forse sì.

 

Il sasso rimbalzò quattro o cinque volte, per poi sparire inghiottito nelle acque del Lago Nero con un pluf!
«Ahah, che ridicoli. È inutile, tanto non mi prendete, non mi prenderete mai.»
A starnazzare, esibendosi in un fornitissimo repertorio di sberleffi, era un ragazzino, la pelle ancora bianchiccia dei turisti appena giunti dalla città. A bordo di un piccolo canotto, continuava a remare avanti e indietro, tenendosi a una cinquantina di metri dalla riva. Là dove le acque turbolente del Rio Freddo, scendendo dalle montagne circostanti, si gettavano nel lago.

«Io quello non lo sopporto proprio» e Piero, raccolto un sasso tondeggiante, a differenza di Francesco poco prima tentò un lancio dalla parabola alta. Che finì però anch’esso a pochi metri dal bersaglio.
«Buuu, tutta lì la tua forza? Ahah, ma chi sei, l’incredibile Hulk dei poveri? Perché non fate provare alla vostra amichetta. Con quei capelli sembra un maschio più di voi.»

Lisa trattenne a stento le lacrime. All’inizio dell’estate aveva preso i pidocchi, con ogni probabilità da quell’impiastro del fratellino, e le erano stati quindi rasati i capelli a zero.

«Continua a prendermi in giro, e vedrai che il mostro del Lago Nero prima o poi arriva e ti porterà via» ribatté con la voce tremante per la rabbia, e pure un po’ di vergogna.

Per qualche istante, sul lago calò uno strano silenzio.

Author: Redazionale

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