Francesco NICOLOSI FAZIO- Bistecche a merenda (Consip, centrale unica bustarelle)

 

A che punto è la notte

 

 

BISTECCHE A MERENDA

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foto ilgiornale.it

Tiziano Renzi nasce a Reggello (Fi)  nel 1951.

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La centrale unica delle bustarelle.

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Una ventina di anni fa, dall’editore e professore fiorentino -Pio Baldelli, noto semiologo- ci fu censurato un aforisma: “Il degrado di Firenze: dai cenacoli alle merende”. Il riferimento ai “compagni di merende” del poi condannato “mostro di Firenze” era certamente greve, ma efficace e vero, anche nel riferimento alla caduta culturale dell’Italia intera, un tempo (remoto) luogo di cenacoli culturali.

Oggi sembra che la situazione sia peggiorata, in quanto dalla città del “Giglio magico” giungono notizie devastanti, che implicano: generali dei carabinieri, ministri in carica, sommi burocrati, illustri parenti. Ricordando le antiche raffigurazioni degli “alberi genealogici”, sembrerebbe che il marcio sia proprio alla “radice” del “giglio”. Genetica con polisemia.

Annunciando il G7 di Taormina, l’allora centro del “Giglio magico”, promise una cinquantina di milioni di “investimenti”, di cui quasi la metà per ipotetiche infrastrutture che sarebbero rimaste in Sicilia, Regione che “avrebbe dimostrato al mondo che non è solo mafia e corruzione”.

Ovviamente a poco più di due (2!) mesi dall’evento, delle promesse infrastrutture non si  è visto nulla, forse si realizzerà qualche passata di bitume (il termine tecnico è un po’ ambiguo: “Tappetino d’usura”), ed una irrealizzabile pista di atterraggio per elicotteri, questa in possibile “conflitto di pale” con i cavi della teleferica Taormina-Mazzarò.

Quelli  che saranno portati certamente a termine sono gli appalti dei servizi, decine e decine di milioni di euro per attività difficilmente computabili, ma enormemente costose: pulizie (Romeo, Romeo, sei tu Romeo?), traduttori, vallette, body.gards, completando le forniture possibilmente con gli immancabili “nani e ballerine” che fanno da felice cornice a questi eventi. Queste forniture ricordano tanto quelle per l’assistenza ai migranti, appalti che, come Carminati ci insegna: “rendono più della droga”.

Indovinate: quale è stata la stazione appaltante di queste lucrosissime forniture? Consip, basta la parola! La celeberrima “Centrale Unica degli acquisti” per la quale attività si è particolarmente impegnato un cittadino di Rignano (non Garganico) che, per tale interesse, si aspetta ancora una “Bella bistecca mensile”. Evidentemente, nonostante l’età, il soggetto non ha alcun problema di colesterolo: mangia di tutto! E in quantità da tirannosauro, in quanto le bistecche ci sarebbero costate alcune decine di migliaia di euro al mese, anche ai cittadini italiani vegani.

Da questo tremendamente divertente episodio si deve pur trarre una conclusione, che sia della serietà dovuta: non è affatto detto che il concentrare le stazioni appaltanti determina la riduzione delle possibilità di corruzione, Anac potrebbe confermare. Difatti, analizzando le imprese che si beano degli unici appalti esitati per il G7, molte perplessità sui soggetti sono state espresse da qualche organo di stampa. Queste sono considerazioni recenti, più antiche quelle relative alla posizione dominante di Consip per le forniture energetiche agli Enti pubblici.

Già nella Divina Commedia il sommo Dante collocava all’inferno i “Barattieri”. Come sempre il fiorentino (però esiliato) Alighieri è più sintetico, oggi si definiscono questi ladri con una perifrasi: “Trafficanti di illecite influenze”. Forse questo termine più lungo, oggi consente bustarelle più corpose. Dove le bustarelle non sono quelle delle offerte di gara d’appalto. Anche se, per certi appalti, si tratta di gare ristrette. A pochi.

Author: admin

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