Franco LA MAGNA- Torino Film Fest. Bruno Bozzetto, storia di un inarrestabile successo

 

Torino Film Fest


BRUNO BOZZETTO, STORIA DI UN INARRESTABILE SUCCESSO

Bruno Bozzetto: Un fotogramma da “West and Soda”

Storia, semplicità, umorismo ne sono gli ingredienti  di base

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Prosegue a Torino la 33.a edizione del Torino Film Fest, celebrato e ormai storico appuntamento di uno dei Festival cinematografici italiani (secondo solo a Venezia) più amati e affermati d’Europa, ma conosciuto nel mondo intero, caratterizzato da un totale antiglamour, da scelte cinefile (a volte anche estreme) e la rigorosa selezione delle opere. Dei 15 film in concorso, tutti del 2105, sono già passati sul grande schermo l’americano “God Bless the child”, l’italiano “Mia madre fa l’attrice” di Mario Balsamo, il danese “Idealisten”, la “Patota Paulina” (produzione Argentina/Brasile/Francia), il cripitico noir mafilogico-surreale “Lo scambio” del palermitano Salvo Cuccia, il messicano “Sopladora del Hojas”, “Coma” (p. Siria/Libano), il francese “Coup de Chaud” e il francese “Les Loups”.

Singolare il repechage d’un obliato e cruento episodio del poco conosciuto schiavismo irlandese raccontato nel visionario “Gold Coast” di Daniele Dencik (p. Danimarca/Ghana), presentato nella sezione “Festa Mobile”. Il film riporta indietro la macchina del tempo nella Costa D’Oro 1836 dove giunge agli ordini del re un ufficiale-botanico dell’esercito danese, che pagherà con la vita il sua antischiavismo e il  tentativo di liberare un gruppo di neri. Una specie di “Cuore di tenebra”,  una vera e propria discesa agli inferi nella degradazione e nella dannazione. Spazio anche all”horror nella sezione “After Hours”, al “Guest Director” Julein Temple che presenta una piccola selezione di film e il suo ultimo “The exstasy of Wilko Johnson” sul chitarrista dei Dr. Feelgood. Molte le opere partecipanti al TFF doc. (documentari Internazionali) e “Italiana Corti. Su “Cose che verranno”, retrospettiva (30 film) sul genere fantascientifico curata dallo stesso direttore del Festival Emanuele Martini, giovedì 26 novembre è previsto un incontro al campus Luigi Einaudi.

Ancora martedì 24 novembre incontro con il più noto cartoonist italiano, il milanese Bruno Bozzetto (classe 1938), creatore dell’omonimo studio e degli ormai cult lungometraggi d’animazione “West and Soda” (1965) e “Allegro ma non troppo” (1977), considerato la risposta italiana a “Fantasia” di Disney, ma uscito in Italia soltanto sei mesi dopo e solo dopo essere stato distribuito ed aver ottenuto successo all’estero. Nel corso di un affollatissimo incontro, svoltosi a “Palazzo Nuovo” alla presenza di decine di studenti, Bozzetto ha ripercorso tutte le tappe della sua prestigiosa carriera, dagli inizi “artigianali” a casa del padre, all’incontro con i cartoni di Walt Disney, al primo film realizzato con i fogli trasparenti e il ricalco a mano, al successo ottenuto al Festival di Cannes, alla creazione del “Signor Rossi”, nato per “vendetta” (è, ha svelato, la caricatura del Direttore artistico di un Festival che non aveva accettato il suo film), divenuto poi causalmente – senza che lui ne avesse contezza – il primo serial italiano. E ancora il successo dei personaggi creati per “Carosello” (uno per tutti, l’indiano Unka Dunka), che con i cospicui introiti hanno del tutto cambiato l’organizzazione dello Studio.

Bozzetto ha poi rivelato che story-board e improvvisazione sono sempre state alla base della creatività di tutto lo studio, commettendo anche degli errori che non venivano neppure corretti (“ci accorgemmo che i film funzionavano le stesso e quel che volevamo dire arrivava sempre al pubblico”), ovvero l’esatto contrario di quel che avviene negli USA dove un film, in cui si ritiene vi siano errori, viene invece rifatto per intero. Ora, benché  tutto sia cambiato con la rivoluzione dei computer, sono  “pur sempre storia, semplicità e umorismo a dettare le regole del gioco”. Insomma cervello umano, stile (lui ha sempre prediletto i “campi lunghi”)  e un buon team di collaboratori (non esita a ricordare come il film sia sempre un prodotto collettivo), passione e  determinazione sono sempre alla base di ogni successo.

Author: admin

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