Francesco NICOLOSI FAZIO- Amore con orrore (“The house of horror” degli Olifant Take Over.Teatro Coppola, Catania)

 

 

Lo spettatore accorto

 

AMORE CON ORRORE

“The house of horror” Compagnia Olifant Take Over Musiche: Fratelli La Strada Con: Robbie Baars, Victor Ormazabal, Anna Garcia I Alba, Antonio D’antoni. Al Teatro Coppola, Teatro dei Cittadini – Catania

 

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1) Uno scienziato pazzo inventa il filtro d’amore con cui fa innamorare una mostruosa soubrette, per poi scoprire che “gode” di sesso maschile, il pazzo insiste con la scienza, tramutando l’amata in un mostro totale (anche lì). 2) In fuga da un matrimonio di interesse bella (!) ragazza viene accolta da un vampiro nel suo castello, non è il castellano a succhiare il sangue alla donna, è questa che invece lo vampirizza con una ipoteca, per poi mettere all’asta il maniero.

Volano in un istante i circa 50 minuti dello spettacolo che strappa applausi e risate al giovane pubblico del “Coppola”. Molte le chiavi di lettura ed i riferimenti, ben integrati all’interno del modello del grottesco con horror: Il “Sogno di una notte….”, “La bella e la bestia”, “Dottor Jackyl e….”, “Nosferatu”. Amori impossibili, ma anche la bolla finanziaria e la interminabile crisi scaturente, le banche assassine e sanguinarie.

Lo schema semplice ed efficace si sviluppa mediante una rappresentazione sdoppiata tra scena principale e commento musicale: al centro della scena Robbie e Victor (Olifant), ai lati Anna ed Antonio (La Strada), questi ultimi, oltre al commento musicale, danno pure voce ai personaggi, lasciando ai due Olifant la possibilità di eccedere nel grottesco, anche grazie ad una mimica che rimanda a quella sovrabbondante di espressività del cinema muto (altro riferimento). Trova posto pure sul palcoscenico un teatrino delle marionette, che anticipa, in sedicesimi, la scena che seguirà.

Tutti bravissimi al punto da suggerire uno spettacolo più lungo, in quanto la quantità attuale non sazia lo spettatore; pare che qualcosa si stia già preparando. Per doverosa galanteria ci soffermiamo sull’interprete femminile, Anna Garcia I Alba, che, già dall’ingresso in scena, la riempie e valorizza con la sua elegante mise da zombie/virago. Ma il massimo, oltre alla puntuale recitazione, la Garcia lo offre con la sua notevole musicalità polistrumentale, sino ad un delizioso concertino con campanelli assolutamente non natalizi. Anna, di origini catalane, è stata primo violino dell’orchestra nazionale di Andorra, e di tale strumento è assolutamente una virtuosa.

Lo spettacolo offre un tocco di internazionalità e di originalità che difficilmente il cosiddetto “Teatro Ufficiale” riesce solo ad ipotizzare. Una ragione di merito, ancora ed in più, per il Teatro Coppola – Teatro dei Cittadini, che continua nella sua strada di apertura e novità, in una città come Catania che è, stranamente e contemporaneamente, sonnacchiosa e disperata.

Operare in questa realtà ci vuole tanto amore, nell’orrore.

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