Francesco NICOLOSI FAZIO- Spogliatoio (“Turn over” di Plinio Milazzo, Teatro del Canovaccio, Catania)



Lo spettatore accoerto


SPOGLIATOIO

TURN OVER di Anonimo......(Plinio  Milazzo!!!))

“Turn Over” Testo e regia di Plinio Milazzo.

Con Plinio Milazzo, François Turrisi, Giuseppe Calaciura. Al Teatro del Canovaccio di Catania

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Raramente una prima ed un debutto sono così riusciti e fortunati. Finale in gran crescendo quello del (non più) sorprendente teatro del Canovaccio. Una stagione irripetibile, anzi speriamo che si ripeta! Aspettiamo con ansia l’autunno, trascorrendo la vulgata estate lontani dal profumo delle tavole del palcoscenico. Speriamo che il mare ed il sole ci consoleranno abbastanza.

Cerchiamo di riprenderci e, per un po’, lasciamo la maschera e le pinne.

Tre amici quarantenni  si incontrano sempre, dai tempi del liceo, alla partita di calcio organizzata e sponsorizzata dal più ricco dei tre, notaio figlio d’arte. La strana amicizia è caratterizzata dal possesso del riccone, oltre che della squadra, della macchinona e di varia tecnologia, anche della vita dei suoi amici, collaboratori in studio, e della bella moglie. La serata finisce, dopo la rituale cena e conseguente “puttan tour”, in una serie di rivelazioni che portano ad un chiarimento sul loro rapporto di amicizia, rafforzato dall’amore per la stessa donna: la moglie del notaio. Il finale tragico si dissimula in un sogno che il notaio tradito ha fatto dopo una tremenda pallonata in fronte. E tutto continua come prima.

Una trama semplice e scattante si articola perfettamente in una lucida triangolazione tra i diversi caratteri dei tre amici, che tengono con sagacia la scena sorretti da battute esilaranti e geniali giochi di parole, che ci fanno pensare alla più corrosiva comicità Yiddish. Ho sempre saputo che in Sicilia si annida la perduta 12° tribù di Israele!

Ridere a crepapelle, con un velo sugli occhi che per il più è di riso, ma anche di tristezza per il bel tempo che non c’è più e gli amici che ci mancano, e li ricordiamo al suono del valzer delle candele. Tanti i temi profondamente trattati con assoluta leggerezza e simpatica indulgenza: oltre all’amicizia e l’amore, il sesso e la sua componente sociale (meglio far sapere di fare), il denaro, la sincerità, il dubbio, in fondo il perché della vita.

Attori che ci sbalordiscono. Tranne Giuseppe Calaciura, sol perchè da tanti anni tanto apprezziamo, anche cinematograficamente. Ma non sapevamo della forza di Plinio Milazzo, perfetto guascone puttaniere, mistificatore e suadente, come l’astuto serpente per le tante Eva della sua vita nella scena. Ma una menzione più che speciale va a François Turrisi che (ci dicono) è al suo debutto teatrale, in quanto affermato musicista. Una presenza di scena da vecchia volpe del palcoscenico ed una capacità mimica che sembra uno straordinario incrocio tra Buster Keaton, Totò e Franco Franchi.

Scene semplici ed efficaci, come quella dei tre sotto la doccia o meglio ancora, a bordo della fuori serie del riccone, che sembra veramente rombare da dietro la foto di cartone, sorretta e guidata dai tre verso un incerto destino, inseguendo a folle velocità la donna (dai tre) amata. In quell’attimo fuggente giunge inesorabile il camion della presunta fine, per portare i tre in Paradiso, vero immenso spogliatoio che ci attende.

Ma risorgeremo con una grande risata.


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